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Australia: non più segreti i dati di chi scarica illegalmente film online

07 aprile 2015 | 14.45
LETTURA: 3 minuti

Sei Internet provider costretti a fornire i nomi degli utenti ai detentori dei diritti di 'Dallas Buyers Club'. Non c'è violazione della privacy se vengono usati per chiedere un risarcimento

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La locandina del film 'Dallas Buyers Club'.

E' una sentenza che farà discutere e che segna un punto a favore delle major hollywoodiane in guerra contro la pirateria online quella emessa da un tribunale federale australiano. Il giudice Nye Perram ha ordinato a sei Internet provider locali (sei società che forniscono agli utenti l'accesso alla Rete, ndr) di consegnare le generalità dei loro clienti sospettati di avere scaricato illegalmente il film 'Dallas Buyers Club'. A presentare ricorso lo scorso febbraio era stata la società statunitense che detiene i diritti del film, che nel 2014 valse a Matthew McConaughey e Jared Leto gli Oscar rispettivamente per il migliore attore protagonista e per il migliore attore non protagonista.

La società Usa aveva riferito al tribunale di avere individuato in Australia 4.726 indirizzi Ip di computer sui quali il film era stato scaricato e condiviso illegalmente online attraverso il sistema BitTorrent. Secondo i sei Internet provider chiamati in causa, la richiesta avanzata dalla società detentrice dei diritti del film, la Dallas Buyers Club LLC, di avere accesso ai dati di fatturazione degli utenti sospettati, violava le norme sulla privacy. Il giudice ha però espresso un parere diverso, affermando che i dati possono essere utilizzati dalla società Usa per chiedere "un risarcimento per le violazioni" del diritto d'autore compiute da quanti hanno scaricato illegalmente il film.

Come riporta l'emittente Abc, per Michael Bradley, uno degli avvocati che difendevano gli interessi della società Usa, la sentenza è un passo importante nella guerra contro la pirateria online. L'Australia è uno dei paesi al mondo dove è maggiormente diffusa la pratica del download illegale di contenuti digitali. Una situazione che ha spinto il governo a varare una serie di norme contro la pirateria online. La prossima udienza del processo è prevista per il 21 aprile.

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