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Giuliano (ex sottosegretario Miur): "Banchi a rotelle? Mai un problema"

02 febbraio 2021 | 15.41
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Il preside dell'Istituto Majorana di Brindisi: "Li uso da oltre otto anni in tutte le classi per 1285 studenti"

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Lievitano le polemiche riguardo l’acquisto dei banchi a rotelle per le scuole, messi in magazzino in Veneto per l'insorgere di mal di schiena nei ragazzi. Ma c'è anche chi difende la scelta della ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, raccontando all'Adnkronos: "li uso da oltre otto anni in ogni singola classe del mio istituto e non ho mai ricevuto lamentele né dai ragazzi né dalle loro famiglie". A parlare è l'ex sottosegretario all’Istruzione durante il primo governo Conte, Salvatore Giuliano, preside dell'Istituto Majorana, scuola superiore di Brindisi frequentata da 1285 studenti, che quotidianamente fanno lezione esclusivamente su banchi a rotelle.

Poco salutari? Con piano d'appoggio troppo piccolo? "Mai alcuna doglianza. I nostri banchi non hanno mai avuto questo problema - afferma - Sono uno strumento di didattica innovativa, se anticipato da una seria formazione del personale docente che lavora in una classe laboratorio, equipaggiata da arredi flessibili, come tavoli ribaltabili, nel caso siano necessari piani di lavoro più ampi...". "Mi sembra - rileva - esagerata questa polemica. La sedia innovativa di per sè non porta innovazione, se poi qualcuno immaginava che ciò fosse possibile con un banco, non è sulla retta via".

Un investimento adeguato a risolvere un problema di sicurezza in pandemia? "I tavoli consentono il distanziamento di un metro rima buccale, mentre il banco tradizionale no - risponde il dirigente scolastico - E' stata un'opportunità in questo senso. Ma nessuno ha obbligato nessuno, i dirigenti hanno scelto sulla base del loro fabbisogno. Per il resto si tratta di valutazione politiche". C'è però chi avrebbe preferito sistemi di purificazione dell'aria ai banchi: "Ritengo che queste sedute siano state una grande opportunità di introdurre pratiche didattiche innovative. I nostri sistemi sono indietro di decenni e forse i tempi erano maturi". Ci svela allora qual'è il modello 'fortunato' accolto con unanimità di consenso dall'intera comunità studentesca? "Il nod - risponde - prodotto in Europa".

(di Roberta Lanzara)

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