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Giustizia choc in M.O: urla e lacrime sul patibolo in Iran, mano amputata in Siria

28 febbraio 2014 | 18.19
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Teheran, 28 feb. (Adnkronos/Aki/Ign) - Un uomo disperato, in lotta contro i suoi boia, che cerca inutilmente di dire addio alla madre, pochi minuti prima di essere giustiziato. Sono le drammatiche immagini, che circolano su YouTube in queste ore, di una esecuzione in pubblico avvenuta due giorni fa a Karaj, nel nord dell'Iran.

Nel video, della durata di poco più di quattro minuti e la cui autenticità non può essere garantita, il prigioniero chiede come ultimo desiderio di salutare la madre prima di essere impiccato, ricevendo in risposta il rifiuto dei boia, malgrado le suppliche accorate della donna e di parte del pubblico di consentire un ultimo saluto al figlio. A quel punto l'uomo inizia a sferrare calci a uno dei boia, facendolo cadere dal patibolo e ribaltando la panca su cui doveva salire per l'impiccagione. Ne segue una lotta disperata nella quale il condannato, con le mani legate, combatte contro i suoi carnefici prima di essere bloccato e giustiziato, proprio davanti alla madre e al pubblico rumoreggiante.

Immediata la condanna di Nessuno tocchi Caino. "Se la pena di morte può essere considerata un banco di prova di un vero cambio di regime, il nuovo presidente (Hassan Rohani, ndr) non solo non ha rotto con il passato, ma ha anche aggravato una situazione che pone l'Iran al primo posto tra i 'paesi-boia' nel mondo," ha dichiarato il segretario dell'organizzazione, Sergio D'Elia. Nelle ultime 48 ore, l'Iran ha impiccato nove persone, tre delle quali in pubblico a Karaj, Nazar Abad e Hashtgerd. Oltre 500 persone, donne e minorenni compresi - secondo i dati forniti da Nessuno tocchi Caino - sono state giustiziate da quando Rohani si è insediato come presidente nell'agosto scorso.

Altre notizie arrivano dalla Siria dove la sharia, nella sua interpretazione più estremista, è realtà in alcune parti della provincia di Aleppo. Alcuni militanti del gruppo jihadista Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) hanno tagliato la mano a un presunto ladro. Le foto dell'esecuzione della condanna, la cui autenticità non può essere garantita, circolano in queste ore su diversi account Twitter ispirati all'estremismo islamico come 'Jihad News'.

Secondo quanto si legge sull'account, l'episodio è avvenuto nella città di Maskanah. Il ladro ha ammesso le sue colpe e anzi "ha anche chiesto che la sua mano fosse amputata per purificarsi dai suoi peccati", scrivono gli amministratori della pagina. Una delle foto mostra il presunto ladro bendato, con la mano tenuta su un tavolo, attorniato da alcuni militanti dell'Isis, uno dei quali tiene in mano un coltello. In un'altra immagine si vede l'uomo senza una mano.

La notizia dell'amputazione arriva all'indomani dell'annuncio che lo stesso gruppo jihadista ha imposto la 'dhimma' ai cristiani di Raqqa, città sempre della Siria settentrionale. Si tratta di un 'patto di protezione', risalente ai tempi di Maometto, che permette ai seguaci di religioni diverse da quella musulmana di continuare a professare la loro fede in cambio del pagamento di una tassa, la 'jizya', che non può superare l'equivalente di 17 grammi d'oro.

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