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Giustizia, Draghi accelera: riforma in Cdm, imbarazzo M5S

08 luglio 2021 | 06.38
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Grillini in difficoltà: "Una posizione non c'è ancora"

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Una posizione "non c'è ancora". Sulla riforma del processo penale, 'bandiera' grillina del precedente governo, il M5S mostra le difficoltà di una fase di profondo travaglio interno. Oggi la riforma Cartabia figura all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri, al primo punto dell'odg diramato ai ministri in vista della riunione delle 17.

Ma se già ieri via Arenula sembrava propendere, assieme a Palazzo Chigi, per un'accelerazione, c'è chi tra i ministri provava a frenare: "I tempi non sono ancora maturi", il leitmotiv che rimbalzava soprattutto nelle file grilline ma non solo. Perché anche in altre forze di maggioranza si teme l'incidente in Cdm, con i 5 Stelle pronti a salire sulle barricate boicottando il voto, sul quale la Guardasigilli vorrebbe invece una forte convergenza.

E mentre c'è chi assicura che il Movimento "non vuole cedere" sulla prescrizione, fonti beninformate raccontano all'Adnkronos di un M5S in evidenti difficoltà, dove si moltiplicano contatti e incontri per definire la linea. Che, al momento, non è ancora chiara. I punti più controversi restano la reintroduzione della prescrizione, prevista da Cartabia, seppur con un timing definito e inderogabile per i diversi gradi di giudizio: due anni in appello e uno in Cassazione. E dalla quale i 5 Stelle vorrebbero quanto meno escludere alcune fattispecie di reato. Ma ci sarebbero altri punti, come sul ruolo dei pm, su cui resterebbero delle profonde distanze. Oltretutto, in casa 5 Stelle si respira nervosismo per l'accelerazione impressa alla riforma: "E' sotto la luce del sole il momento che stiamo vivendo, eppure la riforma del processo penale arriva in Cdm, suona quanto meno indelicato", dice un 'big' del Movimento trincerandosi dietro l'anonimato.

Imbarazzo Cinquestelle

Il travaglio del M5S -con il braccio di ferro Grillo-Conte e i 7 pontieri a lavoro- si riflette anche sulla partita della riforma del processo penale, che arriva oggi in Consiglio dei ministri. Tra le conditio sine qua non per appoggiare il governo Draghi, c'era anche la levata di scudi dei 5 Stelle sulla riforma della prescrizione targata Bonafede. Ma ora che in Cdm arriva la mediazione della Guardasigilli Marta Cartabia -che mantiene lo stop al decorrere della prescrizione dopo la sentenza di primo grado ma poi fissa un timing per gli altri gradi di giudizio- il M5S, a poche ore dalla riunione, non ha ancora le idee chiare sulla posizione da assumere.

"Dobbiamo ancora capire la direzione che il Movimento adotterà", spiega all'Adnkronos un 'big' grillino, confermando che la mediazione della numero uno di via Arenula "certo non ci sta bene, sconfessa la nostra riforma", ma arrivati a questo punto "diventa difficile uscirne". Tanto che in queste ore il Movimento sta decidendo quale linea assumere, se 'accontentarsi' della mediazione targata Cartabia -chiedendo di tenere fuori alcuni reati, a partire dalla corruzione- o tentare il braccio di ferro in Cdm.

"C'è imbarazzo", rivela una fonte M5S, spiegando che i tumulti interni al Movimento non hanno consentito di "gestire bene la partita". La speranza, che rimbalza in queste ore tra i 5 Stelle più critici, è che la ministra si limiti a un'informativa, e non al voto sugli emendamenti che dovrebbero cambiare volto alla riforma del processo penale. Speranze che tuttavia appaiono ridotte al lumicino.

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