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Giustizia: Nordio, ‘riforma è minimo sindacale, con questo parlamento impossibile fare di più’

15 aprile 2022 | 16.16
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"Prima di tutto bisognerà vedere il testo definitivo. In linea sommaria posso dire che è, come le precedenti di questo governo, il minimo sindacale per dare un segnale di buona volontà. Non è granché, ma va nella giusta direzione". Così all’AdnKronos l’ex procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio, commenta la riforma del Csm e dell'ordinamento giudiziario. "Pregi e difetti sono complementari – osserva -, nel senso che i pregi delle novità sono ridotti dalla modestia delle medesime. Bene la separazione delle funzioni, la limitazione delle porte girevoli, le ‘pagelle ai magistrati’. Meno bene il sorteggio pasticciato dei collegi elettorali per l’elezione del Csm, che manterrà intatto il peso delle correnti".

"Il punto – sottolinea Nordio - è che con questo Parlamento non si poteva fare di più. E aggiungo: con questa Costituzione. Sorteggio vero, separazione delle carriere, ridefinizione dei poteri del pm si possono fare solo cambiando la Costituzione. Cartabia lo sa, e anche se volesse procedere in questo senso avrebbe le mani legate". Soffermandosi più nello specifico sulla valutazione dei magistrati, Nordio aggiunge: "In parte c’è già. Ma è giusto valutare soprattutto i pm in base alle inchieste che iniziano e ai risultai che ottengono. Perché spesso, con l’alibi dell’obbligatorietà dell’azione penale, imbastiscono indagini lunghe, costose e dolorose, che non a approdano a nulla. Ed è bene che di questo rendano conto, come in qualsiasi altra professione".

Quanto alle proteste dei magistrati relative all’ipotesi che si tratti di una "schedatura", Nordio sottolinea all'Adnkronos: "Quindici anni fa con la riforma Castelli hanno strillato allo stesso modo, evocando favori alla mafia e ai pedofili, e prospettando un regime autoritario che imbavagliava la magistratura. Si vadano a rileggere quei proclami deliranti, sono istruttivi. Poi in realtà, come sapevamo, non è cambiato nulla, anche perché quella riforma era ancor più blanda di questa. E una reazione pavloviana dei vertici dell’Anm per non perdere potere". Infine, sul possibile sciopero delle toghe, Nordio chiosa: "Spero che non lo facciano perché sarebbe illegittimo e inopportuno, farebbe perder ancor più di credibilità alla magistratura, credibilità già precipitata dopo lo scandalo Palamara. E la maggioranza dei magistrati non si merita questo epilogo triste".

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