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Giustizia: pm Di Matteo, Csm condizionato da indicazioni suo presidente

19 luglio 2014 | 18.09
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"Non si puo' assistere in silenzio al preminente tentativo di trasformare il magistrato inquirente in un semplice burocrate - dice ancora Di Matteo dal palco - inesorabilmente sottoposto alla volonta all'arbitrio del proprio capo, di quei dirigenti degli uffici sempre piu' spesso, purtroppo, nominati da un Csm che rischia di essere schiacciato e condizionato nelle sue scelte di autogoverno dalle pretese correntizie e politiche e dalle indicazioni sempre piu' strigenti del suo presidente". Lo ha detto il pm antimafia Antonino Di Matteo intervenendo in via D'Amelio alla commemorazione della strage Borsellino. "Non si puo' ricordare Paolo Borsellino e assistere ai tanti tentativi in atto, dalla riforma dell'ordinamento giudiziario, a quella in cantiere sulla responsabilita' civile dei giudici, alla gerarchizzazione delle Procure anche attraverso sempre piu' numerose e discutibili prese di posizione del Csm - dice ancora - non si puo' ricordare Paolo Borsellino e assistere in silenzio a questi tentativi finalizzati a ridurre l'ndipendenza dei magistrati a vuota enuncazione formale con lo scopo di annullare l'autonomia del singolo pm".

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