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Giustizia: pm Di Matteo, perché in Dna candidati con meno esperienza di me?

11 marzo 2015 | 17.26
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"Mi aspetto di comprendere per quali ragioni nella proposta della Commissione in Csm, per i candidati in Direzione nazionale antimafia, sono stato collocato in graduatoria dopo molti colleghi che possono vantare un'esperienza temporalmente molto più limitata presso le Direzioni distrettuali antimafia rispetto alla mia". Lo denuncia all'Adnkronos il pm della Dda di Palermo, Nino Di Matteo, commentando l'esclusione dalla terna indicata dalla Terza Commissione del Csm per i primi tre posti liberi per la Direzione nazionale antimafia. Anche se proprio oggi il magistrato è tornato in pista grazie alla proposta alternativa presentata dal togato Aldo Morgigni, di Autonomia e Indipendenza. A questo proposito il pm Di Matteo, che rappresenta l'accusa nel processo per la trattativa tra Stato e mafia e vive sotto scorta per le numerose minacce da Cosa nostra, tiene poi a smentire di appartenere alla corrente Autonomia e Indipendenza, nata dalla scissione di Magistratura Indipendente. "Preciso di non avere aderito a nessuna corrente", ha sottolineato.

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