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Bombe su aeroporto Tripoli

08 aprile 2019 | 08.11
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Lo scalo di Mitiga, unico attualmente operativo nella capitale, è stato chiuso. Guarda il video del raid. Gli Usa: "Ci opponiamo all'offensiva del generale e chiediamo l'arresto immediato delle operazioni contro Tripoli". Soldati italiani a Misurata

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(Foto Afp) - AFP

E' battaglia a Tripoli in Libia. Le forze del generale Khalifa Haftar, al comando dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), hanno bombardato l'aeroporto di Mitiga. E' quanto riferiscono all'Adnkronos fonti libiche. Allo scalo, unico attualmente operativo nella capitale, non si registrerebbero danni, riferisce il portale di notizie libico Alwasat. In ogni caso è stato chiuso, riferisce Sky News Arabia. Al momento non ci sono notizie di vittime. Secondo il giornalista di al-Jazeera Mahmoud Abdelwahed, che cita fonti dell'aeroporto di Mitiga, "ai passeggeri è stato chiesto di abbandonare lo scalo dopo l'attacco di Haftar alla pista" dell'aeroporto. Il traffico aereo resta sospeso. "Nella zona intorno all'aeroporto i civili erano terrorizzati", ha aggiunto. Il bombardamento è stato effettuato da due aerei delle forze di Haftar, ha riferito la tv satellitare al-Jazeera.

La diplomazia italiana è al lavoro. Le forze del Consiglio presidenziale libico possono fermare l'avanzata di Haftar su Tripoli, sono "in grado di sconfiggere gli aggressori, i libici vogliono vivere in uno stato civile e democratico". Sono le parole usate dal presidente dal capo del governo di accordo nazionale, Fayez Serraj, nell'incontro avuto questa mattina con l'ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Buccino. Il quale, secondo quanto riferisce la pagina Facebook del governo di accordo nazionale, ha condannato l'offensiva lanciata giovedì scorso, che "mette in pericolo le vite dei civili". Al momento non si intravvede alcun segnale di disponibilità del generale a ritirarsi, condizione che, secondo quanto dicono all'Adnkronos fonti libiche, Serraj ritiene indispensabile per la ripresa del negoziato, una ripresa sollecitata oggi anche dai ministri degli Esteri dell'Unione europea parallelamente allo stop dell'offensiva. Anzi, l'impressione prevalente a Tripoli - dove neanche un cessate il fuoco basterebbe - è che "la guerra non si concluderà in pochi giorni e che ci sarà ulteriore spargimento di sangue".

Al momento il bilancio ufficiale parla di 35 vittime, mentre gli sfollati sono già oltre 2.800. La giornata di oggi, sul fronte militare, è stata segnata dal raid aereo delle forze di Haftar contro l'aeroporto Mitiga di Tripoli, l'unico funzionante del Paese. Un attacco più che altro dimostrativo, che mirava a creare confusione, ma in un certo senso "anche a inviare un messaggio alla milizia salafita Kara, schierata a presidio della struttura, che Haftar sperava avrebbe saltato il fosso", sottolineano fonti libiche.

D'altro canto, che si trattasse di un'azione a scopo dimostrativo lo ha di fatto poi lasciato intendere lo stesso generale Mohamed al-Manfour, comandante della sala operativa dell'Aeronautica dell'Lna, secondo cui l'azione è stata decisa, dopo "numerosi avvertimenti", in risposta ai "crimini commessi da una milizia". Le forze dell'Lna, ha chiarito, potrebbero mettere "completamente fuori uso la base di Mitiga o qualsiasi altra base, ma rispettiamo le istruzioni del comandante generale (Khalifa Haftar) di rispettare gli interessi dei civili, dei passeggeri, dei pazienti e degli studenti dopo che le milizie hanno devastato nel 2014 l'aeroporto internazionale di Tripoli". Intanto, sul terreno "non si registrano mutamenti sostanziali, non ci sono né avanzamenti né arretramenti significativi" da parte delle due forze contrapposte, sostengono le fonti. L'importante è quello che accadrà nelle prossime ore a Gharian, la cittadina ad un centinaio di chilometri a sud di Tripoli dove le forze di Haftar sono entrate senza problemi il primo giorno dell'offensiva.

A Tripoli, intanto, l'inviato delle Nazioni Unite Ghassan Salamé ha chiesto "un immediato stop a qualsiasi altra operazione aerea per ridurre e limitare le prospettive di una piena esplosione del conflitto e l'inizio effettivo di una guerra civile" in Libia. Salamé, si legge in una nota di Unsmil, ha "condannato l'attacco aereo odierno da parte di un aereo dell'Lna" contro l'aeroporto di Mitiga a Tripoli e ha chiesto "agli Stati membri di usare la loro influenza sulle parti per fermare ulteriori scontri e affinché si impegnino subito in un dialogo volto a raggiungere una soluzione politica". L'inviato dell'Onu sulla carta continua a lavorare alla conferenza nazionale che dovrebbe tenersi dal 14 al 16 aprile a Ghadames, ma nessuno ci crede più. Perché si possa svolgere, "le armi dovrebbero tacere, la stessa Unsmil ha ridotto all'essenziale il suo personale in Libia, come si può pensare che da qui a domenica possa organizzare la conferenza", fanno presente fonti informate, secondo cui il rinvio dell'appuntamento verrà annunciato solo all'ultimo momento.

Un'importante presa di posizione è arrivata anche dagli Stati Uniti, dopo che l'evacuazione di ieri del personale militare era stata letta in alcuni ambienti come un via libera ad Haftar. In una nota, il segretario di Stato Mike Pompeo ha chiarito che Washington che "si oppone in modo chiaro all'offensiva militare delle forze del generale Haftar e chiede lo stop immediato delle operazioni contro la capitale libica".

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