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Gme, in borsa elettrica nel 2013 prezzi -16,6% ai minimi da 2006

08 luglio 2014 | 11.02
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E' quanto emerge dalla Relazione Annuale 2013 del Gestore dei Mercati Energetici (Gme) che è stato illustrata dal presidente e ad, Massimo Ricci

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Close up of electric tungsten bulb illuminating

Prezzi dell'elettricità in forte calo alla borsa elettrica nel 2013. Nel settore elettrico, infatti, il Pun interrompe l'anno scorso una tendenza rialzista pluriennale ripiegando sui minimi dal 2006 e attestandosi ad un valore di 62,99 euro/MWh (-16,6%), superiore soltanto alle quotazioni registrate nel 2005. E' quanto emerge dalla Relazione Annuale 2013 del Gestore dei Mercati Energetici (Gme) che è stato illustrata dal presidente e ad, Massimo Ricci.

Il dato mostra una evoluzione analoga a quella delle quotazioni di molte borse elettriche europee, che non abbandonano il sentiero di decrescita intrapreso nel 2012 e assume proporzioni anche più significative se si guarda al primo trimestre 2014, con un prezzo di 52,39 euro/MWh al minimo di sempre, e ancor più se si guarda al prodotto baseload annuale 2015 che scende a 51,8 euro/MWh. Soglie, queste ultime, capaci di ridurre lo spread con la Germania e quasi dimezzare quello con la Francia, almeno nel prossimo anno e mezzo. "Se guardiamo al contesto italiano -commenta Ricci- risulta evidente la riduzione del divario con il centro Europa, legata alla riduzione dei prezzi di gas e rinnovabili". La significativa flessione del riferimento italiano sembra, quindi, riflettere solo in parte i movimenti opposti di domanda e offerta rinnovabile, incorporando modifiche strutturali nella relazione tra costi variabili e prezzi elettrici all'ingrosso.

A questi si aggiungono l'avanzamento del processo di rinegoziazione dei contratti di fornitura di lungo periodo, sempre più frequentemente indicizzati alle quotazioni gas a pronti in luogo delle tradizionali formule basate sui più costosi prodotti petroliferi o comunque con revisioni dei prezzi di riferimento che ne avvicinano i livelli a quelli dei mercati spot.

Il fattore decisivo nello spingere al ribasso i prezzi è infatti proprio il cambiamento di ancoraggio del prezzo spot power, sempre meno legato alle tradizionali formule gas di lungo termine e sempre più connesso alle quotazioni spot indicate al Psv e alla Pbgas.

Questo fattore, insieme alla persistente crescita delle Frnp e all'assottigliamento ormai strutturale dei consumi, accentua i cambiamenti indotti negli ultimi anni non solo sui livelli ma soprattutto sulla struttura dei prezzi: a differenza del decennio passato, infatti, i prezzi spot sono ormai connotati da una volatilità molto elevata (almeno nelle zone meridionali a maggior penetrazione di Frnp), da una forbice tra prezzi diurni e notturni sempre più ristretta e spesso negativa, e da frequenti casi di azzeramento dei prezzi zonali e talora anche nazionali.

Dal punto di vista dei volumi, il calo dei consumi finali (317 TWh, -3%), tornati su livelli inferiori al 2003 e l'ulteriore crescita delle Frnp (41 TWh, +21%) hanno trascinato al ribasso gli scambi sui diversi mercati, seppur con indicazioni non sempre univoche. Sensibili riduzioni si sono registrate sui Mercati Infragiornalieri (Mi), la cui crescita dei volumi registrata negli ultimi tre anni si è interrotta (23 TWh, -7%), per effetto di una contrazione della più liquida sessione di MI1.

Analogamente i volumi registrati sul mercato a termine (Mte) si sono attestati a 41 TWh (-25%), invertendo la crescita registrata nell'ultimo biennio, per effetto di un calo dei volumi direttamente scambiati sul mercato (8 TWh, -74%) solo parzialmente compensato dall'ulteriore crescita dell'OTC clearing (33 TWh, +35%). Mercato in netta controtendenza è risultato il Mercato del giorno prima (Mgp), i cui volumi scambiati hanno raggiunto il picco storico dal 2009 di 207 TWh (+16%), interrompendo un trend ribassista pluriennale nonostante gli acquisti programmati nel mercato del giorno prima siano scesi a 289 TWh (-2,9%).

Il conseguente picco storico di liquidità al 71,6% (+12 %) è concentrato nel primo semestre dell'anno, cui è seguito un forte riallineamento ai valori storici nel secondo semestre, confermato nel primo quadrimestre del 2014.

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