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Governo: Berlusconi teme bluff Renzi, no sgambetti su riforme o al voto

22 febbraio 2014 | 18.19
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L'allarme rosso e' gia' scattato da qualche giorno. Il timore, dentro Forza Italia, e' che Matteo Renzi faccia il doppio gioco. Da una parte, assicura agli emissari del Cav che mai verra' meno al patto sull'Italicum. Dall'altro, blandisce Angelino Alfano, promettendo a Ncd il congelamento della riforma elettorale. I dubbi sull'affidabilita' del neopremier sono aumentati, alimentati dalle ultime dichiarazioni di Maurizio Lupi (''c'e' un accordo con Renzi, la legge elettorale andra' in vigore quando il Senato sara' cambiato''). Segnali poco incoraggianti sono arrivati ad Arcore, dove Silvio Berlusconi ha trascorso l'intera mattina al telefono, in collegamento con l'inaugurazione romana e milanese di due 'Club Forza Silvio' del suo pupillo, Marcello Fiori.

Il leader azzurro decide di lanciare un avvertimento preciso al segretario Dem: ''Le riforme sono indispensabili per modernizzare il Paese, ma, purtroppo, per realizzarle puo' farcela solo il nostro partito, con una forte maggioranza in Parlamento, che esprima un proprio governo''. Tradotto: senza di noi non si va da nessuna parte, l'unica alternativa e' solo il voto. Anche 'Il Mattinale' e' esplicito: ''Pacta servanda sunt. L'accordo sull'Italicum e' stato stipulato con tutti gli italiani: riguarda la legge elettorale, vista come passo decisivo per dare agli italiani la certezza di essere governati da chi essi scelgono.Prima questo, poi superamento Senato e Titolo V Costituzione su rapporti tra Stato e autonomie locali''.

A preoccupare il Cav, raccontano, c'e' anche la prospettiva non certo rosea di una 'liberta' limitata', quando il Tribunale di Milano dovra' decidere (entro l'estate) tra l'affidamento ai servizi sociali o gli arresti domiciliari. Particolare non ininfluente, per l'assenza di un candidato premier spendibile. Dalle parti di palazzo Grazioli fanno sapere che quello sara' il vero spartiacque della strategia di Berlusconi, sempre piu' proiettato al voto tra un anno. Anche oggi, infatti, lo ha ribadito: ''Teniamoci pronti al voto''.

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