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Governo: Cicchitto, accettiamo sfida per rilanciare politica e sviluppo

25 febbraio 2014 | 19.07
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"Lei oggi cerca di realizzare un nuovo centrosinistra, che è parallelo al nostro sforzo di costruire un nuovo centrodestra. Il bipolarismo muscolare è alla radice del collasso del sistema politico attuale". Lo ha detto il deputato del Ncd, Fabrizio Cicchitto, nella dichiarazione di voto al governo Renzi. "Noi -ha aggiunto- raccogliamo la sua sfida" di fronte a un "quadro economico e sociale disseminato di macerie. C'è stata una moria di piccole e medie imprese, un impoverimento del ceto medio e l'area della povertà assoluta si è allargata. La responsabilità di tutto ciò è della classe politica, ma non solo di essa: da un lato è sbagliato dare una visione indifferenziata del mondo imprenditoriale perchè una fascia ha fatto un salto di corsia sul settore tecnologico e oggi si misura di pari a pari nel contesto internazionale".

"Poi c'è il nodo dell'Europa -ha proseguito Cicchitto- dobbiamo fare le riforme, ma un interrogativo ce lo dobbiamo porre, perchè se guardiamo la linea seguita dagli Stati Uniti e dal Giappone vediamo che è stata di segno opposto, rispetto a quella seguita dall'Europa. E allora è auspicabile che noi, forti di profondi cambiamenti, troviamo in Europa la possibilità di una dialetticità. Poi dobbiamo fare i conti con la crisi del sistema politico: non dobbiamo dimenticare il risultato delle elezioni del febbraio 2013, quando è finito il bipolarismo conosciuto dal 1994 al 2008 ed è finita la Seconda Repubblica senza che sia decollata la Terza Repubblica".

"Il Pdl ha perso 6 milioni e mezzo di voti, il Pd ha perso tre milioni di voti e si è affermata una terza forza. Nel febbraio-marzo 2013 c'è stata la felice intuizione politica di Silvio Berlusconi e lo stesso chiarì che le vicende giudiziarie non avrebbero influenzato il nuovo corso. A nostro parere l'errore successivo del presidente Berlusconi è stato quello di seguire una deriva estremista che ha fatto solo danni e a quel punto ci siamo presi tutte le responsabilità -ha concluso Cicchitto- ma se noi non ce le fossimo prese il Paese sarebbe alla deriva".

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