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Governo Draghi, le consultazioni di oggi: news

10 febbraio 2021 | 11.12
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Al tavolo con il premier incaricato enti locali e forze sociali

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Nuova giornata di consultazioni per il premier incaricato Mario Draghi in vista del nuovo governo. A partire dalle 10.30, a Montecitorio, l'ex presidente della Bce ha incontrato enti locali e forze sociali.

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REGIONI

''Come conferenza delle Regioni abbiamo indicato due priorità assolute: la prima è quella della lotta alla pandemia, che rispetto allo scorso anno vede uno strumento nuovo e decisivo, i vaccini. Quindi abbiamo offerto tutta la nostra collaborazione affinché la campagna vaccinale sia la più rapida e incisiva possibile''. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi.' 'Ringraziamo Draghi per averci incontrato, non era scontato - ha aggiunto Bonaccini - e per noi che rappresentiamo i territori è un fatto molto importante''. Inoltre "abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente, augurandoci che il governo nasca il prima possibile, perché su questo non eravamo riusciti a incontrare il presidente Conte'' e ''perché, avendo davanti poche settimane, serve una più concertata e condivisa collaborazione. Nessun governo senza la compartecipazione degli enti locali può riuscire a mettere a terra in pochi anni oltre 200 miliardi di euro''. Il piano di ripesa e resilienza, ha precisato, vede ''strumenti formidabili dal punto di vista della quantità di risorse, è un fatto storico, un piano formidabile per poter mettere a terra oltre 200 miliardi di euro, che serviranno al questo paese per avere una grande capacità di ripresa''.

ANCI

''In quanto sentinelle del territorio siamo consapevoli delle difficoltà del momento, e con molta discrezione abbiamo voluto dare alcuni spunti per traghettare il paese verso un nuovo futuro. Già ad agosto abbiamo offerto una nostra proposta al governo sull'utilizzo dei fondi del Recovery perché siamo consapevoli che il rilancio economico e sociale del Paese non può fare a meno della complessa articolazione e delle competenze e anche delle funzioni strategiche che ci sono nelle nostre città''. Lo ha detto il presidente dell'Anci Antonio Decaro al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. ''La nostra capacità di mediazione, quella dei sindaci tra questi bisogni e la capacità di dare risposte a bisogni e aspirazioni credo che possa essere utile anche per il governo", ha aggiunto. ''Abbiamo presentato il nostro piano, sono dieci interventi, si chiama 'Città Italia''', ha spiegato Decaro. ''Al presidente Draghi abbiamo offerto insieme con le Regioni la nostra collaborazione sul piano nazionale di vaccinazione. Ci siamo messi a disposizione su un tema che non è di nostra competenza, la possibilità di recuperare con i centri estivi un gap dal punto di vista della formazione, una sorta di ristoro educativo nei confronti dei ragazzi che hanno subito per primi la crisi in questi mesi'', ha aggiunto. E ''abbiamo chiesto la possibilità di avere un unico interlocutore all'interno della compagine di governo, senza tracciare profili, per avere una collaborazione stretta con il sistema delle autonomie locali e permettere al sistema delle autonomie locali di poter partecipare a questa grande sfida per superare l'emergenza e far ripartire il nostro Paese''.

CONFINDUSTRIA

''Abbiamo espresso al presidente incaricato il nostro più convinto sostegno all'azione che dovrà intraprendere e la viva speranza che il consenso parlamentare riservato al suo programma sia ampio e solido''. Lo afferma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. "Confindustria non intende alimentare nessuna indiscrezione sul programma del presidente incaricato. Non solo per l'assoluto rispetto che abbiamo nei confronti di Draghi ma anche perché convinti che il programma deve diventare pubblico solo quando lo illustrerà al Parlamento", ha aggiunto Bonomi sottolineando che ''c'è molto da fare e bisogna farlo presto e bene. Abbiamo provveduto a informare Draghi sulle posizioni che Confindustria ha assunto nell'ultimo anno su tutti i maggiori temi che rimangono irrisolti nell'agenda del paese''.

SINDACATI

Cgil

"E' una novità che anche le parti sociali siano state coinvolte nella fase di istituzione di un nuovo governo; non succedeva da tanto tempo. E' chiaro che abbiamo sottolineato la responsabilità che questo comporta e la necessita di come questo confronto debba proseguire nelle prossime settimane, nei prossimi mesi quando il governo avrà avuto la fiducia , per affrontare in modo nuovo i problemi di fronte". Lo dichiara il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell'incontro con il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. "Ci auguriamo che il nuovo governo dopo aver ricevuto la fiducia in parlamento strutturi un sistema di confronto con le parti sociali sia su investimenti europei che sul lavoro. Noi siamo pronti al confronto ma rivendichiamo che il mondo del lavoro sia messo in condizione di essere protagonista dei cambiamenti", ha aggiunto Landini per il quale "quando si parla di dare un futuro ai giovani e se si vuole costruire un clima di coesione allora bisogna dire che i giovani sono anche figli di migranti e se si vuole creare un clima di coesione diverso serve che chi nasce qui o ha studiato qui abbia gli stessi diritti di cittadinanza di tutti gli altri". "Se quindi oggi la coesione è un obiettivo è l'occasione di metterla in pratica concretamente per affrontare la situazione difficile che abbiamo di fronte", conclude.

Cisl

"Nell'emergenza del Paese c'è soprattutto il tema del lavoro: i dati parlano di centinaia di migliaia di posti persi. Per questo abbiamo chiesto che il tema del blocco dei licenziamenti e la proroga della cig Covid sia assolutamente confermata". Così il leader della Cisl, Annamaria Furlan, nel corso dell'incontro con il presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi. "Abbiamo dato tutta la nostra disponibilità per un nostro contributo in un rapporto concertativo. Ci è sembrato che Draghi fosse interessato alle nostre priorità e abbia condiviso che il confronto possa andare avanti lavorando insieme", ha aggiunto Furlan.

Uil

Al presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, ''abbiamo sottolineato quello che per noi è il dramma su cui si deve intervenire subito: quello delle diseguaglianze sociali in questo paese''. Lo afferma il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al termine delle consultazioni con il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. Si tratta di un tema che, a causa della pandemia, ''si è aggravato: registriamo ancora di più disuguaglianze tra nord e sud, tra uomini e donne, tra giovani e anziani''.

ABI

Le banche sono molto impegnate e molto preoccupate per quello che possono essere i rischi che possono toccare le imprese in difficoltà a seguito della pandemia e che, conseguentemente alle imprese, possono toccare le banche stesse". Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, al termine dell'incontro di oggi nell'ambito delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. "Abbiamo chiesto al presidente incaricato che le moratorie non vengano interrotte anzitempo, che abbiano durata più lunga della pandemia e che, quando sarà finalmente conclusa, vengano ridotte gradualmente, senza immediatezza, senza integralismi e automatismi, perché occorrerà dare tempo alle imprese, in una situazione di ritrovata normalità, per riprendere a lavorare in maniera ordinaria", ha fatto sapere ancora Patuelli speiagndo che in questo modo le imprese avranno "il tempo di ripagare con gradualità e senza strattonamenti i debiti che hanno contratto negli anni della pandemia e in quelli in cui hanno chiesto le moratorie". Sul tema, ha poi aggiunto, "il presidente si è dimostrato molto consapevole della problematica e della situazione e dei rischi dei crediti 'deteriorandi'" cioè guardando a quelli "non al passato, ma alla potenzialità del futuro".

ANIA

"Il contributo che gli assicuratori possono dare poggia su due pilastri della nostra industria: la protezione dei cittadini e delle imprese laddove il governo non arriva, in una partnership tra pubblico e privato e l'altro con gli investimenti di medio e lungo termine che sono la caratteristica dell'investimento nel mondo delle assicurazioni". Lo ha detto la presidente dell'Ania, Maria Bianca Farina, al termine dell'incontro di oggi nell'ambito delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. "Questi due grossi temi, importanti per la ripresa e la resilienza del Paese, dovranno essere accompagnati, soprattutto gli investimenti, dalle riforme necessarie per renderli utili all'interno delle nostre gestioni. Noi - ha concluso Farina - saremo presenti, faremo di più di ciò che facciamo oggi e seguiremo con attenzione gli sviluppi".

UPI

''Abbiamo avuto l'impressione che le riflessioni che abbiamo portato al presidente siano state di grande interesse e che il governo che si va insediando abbia la consapevolezza di avere il bisogno un esercito civile diffuso in tutta Italia, sindaci, amministratori locali, presidenti di Regione che facciano la propria parte e poi attuino questa sfide che sono quella della vaccinazione e quella di questi nuovi investimenti ''. Lo ha detto il presidente dell'Upi Michele De Pascale al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. ''Vorremo evitare che si ripetano tragedie come quella del ponte di Genova, purtroppo la situazione dei ponti e dei viadotti nel nostro Paese è in grandissima difficoltà. Le Province gestiscono il 70% della rete viaria, questa è l'occasione per mettere a norma tutte le infrastrutture del nostro Paese che sono a rischio'', ha detto ancora De Pascale aggiungendo: ''In questo paese la situazione delle scuole da un punto di vista edilizio è una forte criticità, lo abbiamo visto durante la pandemia. Il recovery plan è l'occasione per dire ai cittadini italiani che non ci sarà mai più una scuola non a norma da un punto di vista sismico''. Infine De Pascale ha chiesto che sia portata a termine la riforma del Tuel avviata dal governo Conte.

COLDIRETTI

"E' stato un incontro assolutamente proficuo, interessante su quelle che saranno le tematiche di sviluppo per la filiera agroalimentare del nostro Paese". Lo ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. "Siamo partiti dall'esaltare il ruolo che l'agroalimentare potrà giocare nel prossimo futuro in termini occupazionali - ha aggiunto Prandini- abbiamo rappresentato al presidente incaricato Draghi la possibilità che l'agricoltura e la filiera agroalimentare siano in grado di generare nei prossimi anni, un milione di nuovi posti di lavoro e contestualmente puntare sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sull'autosufficienza produttiva ma anche nel rappresentare le grandi possibilità di recupero economico che oggi ci viene sottratto a livello mondiale tramite l'italian sounding che vale 100 miliardi di euro, e grazie a politiche inerenti al tema infrastrutturale che nostro paese potrà tornare a rappresentare con forza grazie anche alle risorse del Recovery".

UNIONCAMERE

Rafforzare l'assistenza alle imprese nel quadro della sostenibilità e digitalizzazione: è quanto ha sottolineato il vice presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete, nell’incontro con il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, assicurando il sostegno del sistema camerale alle politiche del Governo. "Sei imprese su dieci sono ancora ai primi stadi dell’economia 4.0 – ha spiegato Prete – e in un caso su 3 fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali". L’Unioncamere ha proposto l’istituzione di uno strumento in grado di ascoltare esigenze e bisogni delle piccole imprese e di affiancarle ed accompagnarle nella ricerca delle competitività sul modello dell’americana 'small business administration'. "Nonostante il più alto numero in Europa di piccole e medie imprese – ha detto Prete - in Italia manca un sistema di policy stabili ad esse rivolte". Fari anche sulla semplificazione della pa: "abbiamo bisogno di semplificarci la vita: in un momento in cui attendiamo molte risorse rischiamo di non poterle spendere nella palude burocratica che assilla il paese", afferma. Necessario anche "uno snellimento della giustizia civile", chiede l'associazione che riunisce le Camere di commercio, ricordando che ormai da anni le Camere di commercio sono luogo di conciliazione di controversie. "Noi siamo a disposizione del governo per dare una mano", afferma, sottolineando che aver trovato "condivisione" da parte di Draghi. Unioncamere tra gli altri temi toccati ha inoltre chiesto "un ulteriore differimento di un anno" per l'avvio del nuovo organismo per le crisi di impresa "perché rischiamo, visto il periodo, di registrare un aumento delle aziende in difficoltà e sarebbe il caso prima attivarlo avere qualche passaggio in più".

CONFESERCENTI

La Confesercenti si è fatta "portavoce di questo mondo che chiede di poter tornare a riaprire in sicurezza, magari rivedendo anche dei protocolli". Così la presidente di Confesercemti Patrizia De Luise, al termine dell'incontro con il Premier incaricato Mario Draghi rispondendo a una domanda se fosse stato affrontato il tema di una possibile nuova impostazione rispetto alle chiusure dei pubblici esercizi, in relazione all'emergenza pandemica. "L'abbiamo fatto ben presente, - ha detto De Luise- è un'istanza che ci vien forte da questo mondo, ovviamente l'utima parola ce l'avrà il virus".

CONFCOMMERCIO

"Nell'incontro con Draghi abbiamo sottolineato la situazione drammatica delle imprese del commercio e della ristorazione, del turismo e della cultura, dei servizi e dei trasporti: le più colpite dalla pandemia. Rischiano la chiusura oltre 300 mila imprese". E' quanto ha affermato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. "Quindi ristori tempestivi ed adeguati alle effettive perdite di fatturato e proroga ampia della cassa covid senza contribuzione addizionale e senza distinzioni dimensionali" ha aggiunto Sangalli nel riferire le richieste di Confcommercio. Sangalli ha raccomandato anche "una rapida campagna vaccini per ripartire in sicurezza". "Occorre un deciso cambio di passo e massima tempestività per contrastare l'emergenza e azzerare le tensioni i sociali. - ha spiegato - Insieme bisogna lavorare per il futuro del Paese". "Per questo abbiamo chiesto che il piano di ripresa sia accompagnato da una stagione di riforme e dia spazio ai progetti di rilancio" ha aggiunto. Inoltre, rispondendo a una domanda sui ristori Sangalli ha osservato che il presidente incaricato Draghi è stato "molto attento e molto presente sul dramma che le imprese stanno vivendo". "Abbiamo trovato un presidente molto attento che farà di tutto per dare risposte positive" ha concluso Sangalli.

CONFARTIGIANATO

"L’Italia può ripartire se investirà sugli artigiani e sulle piccole imprese che rappresentano il 94% del sistema produttivo, sono l’anima del made in Italy e fattore di coesione sociale. Le riforme del fisco e della Pubblica amministrazione e un piano di investimenti infrastrutturali rappresentano le priorità sulle quali agire subito”. Sono le indicazioni espresse dal presidente di Confartigianato Marco Granelli durante l’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.

“Le piccole imprese – sottolinea - sono pronte a fare la propria parte ma vanno realizzate le riforme non più rinviabili per uscire dalla crisi e rilanciare la competitività del nostro paese".

"Non possiamo permetterci di attendere i tempi infiniti visti nel passato e non possiamo - aggiunge - perdere la storica occasione di utilizzare bene le risorse del Recovery Plan per cambiare ciò che non va. Alle misure emergenziali a sostegno delle imprese colpite dalle restrizioni imposte dalla pandemia vanno fatti seguire rapidamente nuovi interventi strutturali: riduzione della pressione fiscale sui redditi Irpef e snellimento degli adempimenti tributari, riforma della Pa all’insegna della semplificazione e della gestione manageriale al servizio dei cittadini". Contemporaneamente, sottolinea ancora, "ci aspettiamo investimenti in infrastrutture materiali e immateriali di collegamento delle persone, delle merci e delle informazioni, puntando sugli appalti ‘a Km zero’ e sugli incentivi, come il superbonus 110%, per la riqualificazione del patrimonio edilizio".

CNA

Accelerare la campagna vaccinale, nuove misure di sostegno per le imprese più colpite dalla crisi, un piano per le riaperture in sicurezza, una profonda azione riformatrice su pubblica amministrazione, giustizia, fisco, lavoro e istruzione. Sono le priorità indicate dal presidente della Cna, Daniele Vaccarino, nel corso dell’incontro con il presidente del consiglio incaricato Mario Draghi, al quale ha espresso piena fiducia sulla capacità di formare un governo che riporti l’Italia sul sentiero dello sviluppo robusto e sostenibile.

Per la Cna occorre superare la logica delle misure e politiche a taglia unica. “Per le micro e piccole imprese – ha detto Vaccarino – occorre uno strumento istituzionale per scrivere misure e interventi specifici in coordinamento con il Pnrr e la strategia europea per le Pmi”.

Il presidente della Cna inoltre ha indicato che per far ripartire l’economia e creare lavoro è fondamentale far leva sugli investimenti privati favorendo l’accesso al credito e canalizzando l’abbondante risparmio verso gli investimenti delle imprese, da qui la necessità di prorogare almeno fino a tutto il 2023 il Superbonus 110% e prevedere un orizzonte temporale più ampio anche per il Piano Transizione 4.0.

ALLEANZA COOP

L’avvio di riforme essenziali per una modernizzazione del Paese, da tempo attese e richieste dall’Unione Europea -fisco, pubblica amministrazione, giustizia, lavoro, pensioni- e l’adozione di una logica di collaborazione tra pubblico e privato, in particolare privato sociale, sia nella fase elaborativa che operativa, sono le precondizioni per garantire il successo del Piano di ripresa e resilienza, occasione irripetibile per uscire dalla crisi determinata dalla pandemia e costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale. A dirlo sono Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, e i Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, in occasione dell’incontro con il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.

Dopo aver sottolineato l’importanza di una governance adeguata, che permetta di gestire il Piano con una logica interministeriale sotto una forte regia della Presidenza del Consiglio e con procedure di partecipazione strategica e operativa dei vari livelli istituzionali e delle parti sociali, Lusetti ribadisce l’aspetto centrale di una logica di collaborazione tra pubblico e privato.

“Occorre valorizzare -afferma l’Alleanza- il pluralismo di forme e di dimensioni d’impresa che caratterizza il sistema produttivo italiano, il suo radicamento territoriale che può essere leva di coesione sociale e rigenerazione della comunità. Le cooperative italiane sono a disposizione per collaborare nelle sfide prioritarie che si stanno definendo: il piano vaccini, grazie al know how nei settori sociale e sociosanitario e la specializzazione produttiva nel campo della logistica e dei trasporti; il rafforzamento della medicina di territorio, grazie alla rete diffusa di cooperative e operatori della filiera socio-sanitaria; la crescita economica e occupazionale, grazie alla loro identità di imprese fondate sulla partecipazione e la valorizzazione del lavoro”.

Riferendosi al possibile aggiornamento dei criteri di definizione del Piano, l’Alleanza delle Cooperative condivide l’esigenza di far prevalere la logica degli investimenti rispetto ai sussidi, indicando però la necessità di conservare alcune aree di intervento eccezionale: i settori produttivi più colpiti dalle misure di contenimento del contagio, fino alla fine dell’emergenza; i segmenti sociali più a rischio, con un efficace contrasto alla povertà; il Sud e le aree interne; la promozione della trasformazione in settori prioritari, come il green e il digitale.

“Gli investimenti - sottolineano Lusetti, Gardini e Schiavone - costituiscono la strada maestra per la ricostruzione del Paese e il riavvio di un ciclo di sviluppo che ne modernizzi strutture e società, nel segno della sostenibilità e dell’inclusione sociale. Questo significa, oltre ad affrontare il ritardo sul piano delle infrastrutture materiali e delle manutenzioni, investire in infrastrutture sociali e culturali fondamentali per la trasformazione del Paese; adottare, come criterio di selezione dei progetti, l’obiettivo della massima occupazione possibile, puntando sulla filiera istruzione, ricerca, inserimento nel mercato del lavoro; assicurare un’ampia partecipazione del sistema produttivo italiano, non solo dei grandi players pubblici, valorizzando gli ecosistemi di imprese che nel loro agire economico vadano oltre il profitto a vantaggio della coesione sociale; accompagnare agli investimenti pubblici un nuovo ciclo di investimenti privati”.

A tale proposito, l’Alleanza delle Cooperative ricorda che fin da marzo 2020 ha elaborato una piattaforma di analisi e proposte, un Piano nazionale della sostenibilità presentato a Governo, istituzioni e forze politiche. Negli ultimi mesi, il sistema cooperativo ha predisposto 40 progetti, e avanza 7 “progetti pilota” che per organicità, argomento e tempestività possono essere i più utili al Paese in questo momento. “Sono il prodotto delle nostre esperienze accumulate in questi anni –conclude il Presidente dell’Alleanza- ma declinate per l’interesse generale e per l’impatto che possono avere per la ripresa in una direzione nuova, per un’economia e una società più eque, sostenibili, giuste”.

UECOOP

"Siamo a un punto di svolta per rifondare l’Italia su basi più solide". È quanto sostiene Gerardo Colombo, presidente dell’Unione Europea delle Cooperative (Uecoop) in occasione dell’incontro con il presidente del Consiglio Incaricato Mario Draghi.

"Le quasi 80mila cooperative che da Nord a Sud – sottolinea – garantiscono al Paese servizi e occupazione devono essere messe in condizione di operare al meglio con una riforma della pubblica amministrazione che punti a maggiore efficienza e minore burocrazia, con una semplificazione fiscale che rispetti la progressività indicata dalla nostra Costituzione e con una legge sull’equo compenso che riduca al minimo i rischi di sfruttamento nel mondo del lavoro".

“La vera cooperazione è quella legata al rispetto dei diritti e delle regole” afferma ancora l'ex magistrato del pool di Mani Pulite sottolineando che “proprio il rispetto delle regole promuove la solidarietà, facendo gli interessi di tutti e aumentando la coesione sociale. Una solida e duratura ripartenza economica dopo l’emergenza Covid dipenderà anche dalla capacità del nostro Paese di garantire a tutti pari opportunità di impresa e di lavoro”.

AGIS

"Il nostro mondo è stato uno dei più colpiti durante la pandemia. Il presidente Draghi ha sottolineato che si è trattato di un vero e proprio disastro culturale". Lo ha detto, alla Camera, il presidente dell'Agis Carlo Fontana al termine delle consultazioni con il presidente del consiglio incaricato Mario Draghi. "Abbiamo insistito su quelle che sono le urgenze del nostro settore e in particolare quello della riapertura dei luoghi di spettacolo. Noi su questo - ha detto ancora - abbiamo particolarmente insistito. Non abbiamo chiesto una riapertura hic et nunc, immediata, ma di poterla programmare e adeguatamente sostenere con azioni di incentivazione e di promozione perché il riavvio sarà un momento molto difficile e quindi ci aspettiamo un adeguato sostegno".

FORUM TERZO SETTORE

"L'incontro ci ha dato l'opportunità di rappresentare il valore e il contributo che le nostre organizzazioni hanno dato nel passato, stanno dando oggi e possono dare anche in futuro alla ripartenza del Paese". E' quanto dichiara la portavoce della delegazione del Forum Terzo Settore, ricevuta nella Sala della Regina a palazzo Montecitorio dal presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, nell'ambito delle consultazioni per la formazione del Governo.

Un contributo, specifica la rappresentante del Forum Terzo Settore, "sia in termini di rafforzamento della coesione sociale e di riduzione delle disuguaglianze; sia in termini di sviluppo economico e occupazionale. E' stata l'occasione per presentare le nostre proposte concrete, che speriamo possano trovare condivisione nel percorso di governo".

LEGAMBIENTE

"Mario Draghi ci ha preannunciato che nascerà il ministero della Transizione ecologica, che nasce da una proposta condivisibile del M5S e che lui ha colto immediatamente, perché i Paesi più avanzati già oggi fanno questo. Ci siamo permessi di chiedergli che il ministro della Transizione ecologica sia una persona competente perché non abbiamo tempo per insegnare il mestiere a un nuovo ministro, e lui ha annuito". Così all'AdnKronos il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, dopo l’incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi nell’ambito delle consultazioni.

Draghi potrebbe dunque nominare direttamente un ministro della Transizione ecologica, e non un ministro dell'Ambiente? "Direi che farà questa seconda cosa". Se sarà un tecnico o un politico "difficile dirlo".

"Abbiamo chiesto a Mario Draghi di rivedere il Pnrr e di allargare la discussione, aprendo le segrete stanze dei ministeri in cui è stato scritto; di garantire più partecipazione nelle scelte e soprattutto di scegliere bene i progetti. E di fare 5 cose: un decreto Semplificazioni sull'economia verde; fare un piano di rafforzamento dei controlli pubblici del sistema nazionale di protezione ambientale; aggiornamento professionale delle strutture pubbliche ministeriali, regionali e comunali; riforma fiscale per togliere gradualmente i sussidi ambientalmente dannosi alle fossili. E un'ultima cosa decisiva: dobbiamo aprire centinaia, forse migliaia di cantieri e dobbiamo evitare che l'Italia diventi territorio di guerra civile diffusa. Per farlo serve una legge nazionale sul dibattito pubblico, come la legge sul débat public francese, per fare in modo che tutti gli impianti e le infrastrutture si facciano condividendo le scelte con i territori. Serve questa legge", ha aggiunto.

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