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Governo Draghi, Di Battista: "Sì M5S errore grave"

08 febbraio 2021 | 16.42
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Il pentastellato: "A Grillo sarò sempre riconoscente, ma non vuol dire essere sempre d'accordo"

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Il sì del M5S al governo Draghi? "Un errore grave". Così Alessandro Di Battista in una intervista che sarà trasmessa integralmente domani sera nel corso di "Cartabianca" su Rai Tre. "Se io fossi in Parlamento assolutamente non voterei la fiducia" perché, spiega Di Battista, "in un Paese democratico l'opposizione serve" mentre "ora invece nessuno la farà. Neanche Meloni, che infatti resta in alleanza con la Lega e Berlusconi". Ragione per cui il Movimento Cinque Stelle "sbaglia assolutamente e totalmente" a sostenere il nuovo Governo Draghi perché "è un errore grave infilarsi in una roba del genere". Insomma, "a Beppe Grillo io sarò sempre riconoscente ma questo non vuole dire essere sempre d'accordo".

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"Io non parlo a nome del Movimento Cinque Stelle - sottolinea più volte Di Battista - parlo solo a nome mio. Né guido correnti. I parlamentari sono i rappresentanti del popolo e hanno le loro responsabilità. Decideranno loro quel che faranno. Io sono solo un libero cittadino che esprime le sue idee personali".

"Ci vuole - esorta ancora Di Battista - un po' di memoria e un po' di coraggio. Ammetto che Draghi è persona autorevole, preparatissima e conosciuta in tutto il mondo. Ma le scelte che ha preso in passato non mi fanno fidare di lui". Così come "non mi fido di questo pericolosissimo assembramento parlamentare, con tutti pronti a sostenere questo governo. Cosa hanno in comune Forza Italia, Movimento Cinque Stelle, Pd e Lega? Che significa tutti insieme per responsabilità? Responsabilità, per me, vuol dire portare avanti ciascuno le proprie idee. Quando arriva la riforma della prescrizione che faranno i partiti?".

"Draghi - dice ancora Di Battista - lo trattano come un Messia, capace di moltiplicare i pani e i pesci. Sembra che lo considerino un Santo. Tutti sono pronti a baciare la pantofola". Dunque ora "il governo Draghi nascerà al 100%" ma "farà solo due o tre cose che credo sarebbero andate avanti per inerzia e poi probabilmente sarà votato Presidente della Repubblica".

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