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Governo, Draghi ottiene la fiducia alla Camera

18 febbraio 2021 | 21.49
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L'esecutivo ha ottenuto 535 voti a favore e 56 contrari, 5 gli astenuti

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La Camera ha votato la fiducia al governo Draghi con 535 voti a favore, 56 contrari e 5 astenuti. Presenti 596 deputati.

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"Bene la fiducia al Governo Draghi. Ora insieme al lavoro per amore dell’Italia e per dare ai giovani un Paese migliore", è il primo commento su Twitter di Nicola Zingaretti, leader del Partito Democratico.

"Dopo la fiducia al Governo Draghi, sostenuto anche dai nostri iscritti, ora è il momento di dare risposte. Il Paese sta attraversando uno dei momenti più bui di sempre e ci sono priorità come i vaccini, il sostegno a imprese, partite iva e famiglie. Questa è la strada da seguire", scrive, sempre su Twitter, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Sono 16 gli esponenti del M5S che hanno votato no alla fiducia e quattro i pentastellati che si sono astenuti, mentre altri 12 deputati del Movimento non hanno partecipato al voto. Hanno votato no Corda, Sapia, Spessotto, Testamento, Volpi, Baroni, Cabras, Colletti, Costanzo, Forciniti, Giuliodori, Maniero, Russo, Sarli, Termini e Vallascas. Si sono astenuti Paxia, Villarosa, Raduzzi e Sodano. Non hanno partecipato alla votazione Corneli, Ehm, Menga, Romaniello, Spadoni (in quanto presidente dell'assemblea), Tucci, Di Lauro, Masi, Penna, Scutellà (per motivi di salute), Suriano, Zanichelli. Risultano in missione invece i deputati grillini Mammì e Vianello.

"Sono contenta, un bel risultato, bene anche l'applauso corale, mi ha colpito", dice all'AdnKronos Erika Stefani, ministra leghista per la disabilità, lasciando la Camera dopo il voto.

Il deputato leghista Gianluca Vinci ha invece votato no alla fiducia e ha annunciato il suo passaggio a Fratelli d'Italia. "Ho deciso di votare no a questo governo e non far parte di una maggioranza variopinta dove tutti odiano tutti ma si sta uniti, si danno nuove cariche e si cambiano i 'programmi' della legislatura senza mai andare al voto", scrive Vinci in un post su Facebook. "Il mio no non è stato una scelta, ma un atto dovuto, rispettoso del mandato ricevuto dagli elettori che alle elezioni hanno votato per avere un’alternativa alla Sinistra. Ritengo fondamentale che gli elettori di centrodestra non siano traditi e che abbiano una rappresentanza in Parlamento che porti avanti i loro valori e le loro idee", fa sapere Vinci.

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