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Governo Draghi, Pd premia donne ma perde Interno e Editoria

24 febbraio 2021 | 22.44
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Squadra quasi tutta al femminile, sorpresa sui numeri e rinunce importanti

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Foto Fotogramma

Alla vigilia della Direzione sul 'caso donne', la promessa è stata mantenuta. E' una squadra quasi tutta al femminile - 5 donne su 6 posti - quella che va a completare la delegazione Pd nel governo Draghi. Semmai la sorpresa è stata sui numeri. Fino ad oggi pomeriggio i dem speravano di poter 'strappare' 7 postazioni. E di qui alcune rinunce importanti: il Pd è costretto a 'cedere' il Viminale per il quale era dato come possibile riconferma Matteo Mauri (area ex-Martina) che veniva considerato come 'argine' al ritorno della Lega all'Interno che ottiene la casella per Nicola Molteni. E poi l'Editoria che da Andrea Martella passa all'azzurro Giuseppe Moles.

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Casella quest'ultima che è stata al centro di alcune tensioni nel Cdm di stasera. Per l'Editoria infatti il nome degli azzurri sarebbe stato quello di Giorgio Mulè sul quale hanno posto il veto i 5 Stelle in particolare ma anche il Pd. Il nodo è stato sciolto andando a 'sanare' un altro problema evidenziato dai dem.

Il ministro Lorenzo Guerini si è infatti lamentato in Cdm -che poi è stato sospeso proprio per risolvere i problemi sul tavolo- perché alla Difesa era stato assegnato un solo sottosegretario. Tecnicamente impossibile lavorare così, avrebbe detto Guerini, trovando il consenso in Cdm di tutti quelli che conoscono l'attività parlamentare. Alla fine è arrivato un secondo sottosegretario, Mulè appunto, dirottato alla Difesa.

C'è anche un altro dem che ha dovuto fare un passo indietro, Antonio Misiani, dato in pole per la riconferma al Mef. Ma l'ex-viceministro ha fatto posto a una delle due new entry nella delegazione dem: la nuova sottosegretaria al Mef in quota Pd à Alessandra Sartore, assessore al Bilancio con Nicola ZIngaretti in regione Lazio.

L'altro ingresso a sorpresa è Assunta Messina, sottosegretaria all'Innovazione. Senatrice, pugliese, è considerata in area Emiliano. Mentre non ce l'ha fatta Marianna Madia, il cui nome girava insistentemente per il Mef nei giorni scorsi. Non trova posto neanche Sandra Zampa, data fino all'ultimo, come possibile riconferma alla Salute. Così come Morani al Mise, appunto, a favore di Ascani e Francesca Puglisi al Lavoro che però ora è guidato dal vicesegretario Pd, Andrea Orlando.

Per quanto riguarda le anime dem, l'unica componente a non essere rappresentata nel governo è quella della minoranza dei Giovani Turchi. Per il resto tutte la aree ci sono con le riconferme di Marina Sereni (Area dem di Dario Franceschini) come viceministra agli Esteri, Simona Malpezzi (Base Riformista, area Lotti-Guerini) ai Rapporti con il Parlamento. Mentre Anna Ascani (Energia democratica) si sposta dall'Istruzione al Mise prendendo il posto di Alessia Morani. Unico uomo nominato oggi è Enzo Amendola che torna agli Affari europei. Mentre sono costretti al passo indietro diversi uomini della squadra del Conte 2 da Andrea Giorgis alla Giustizia, a Roberto Morassut alla Infrastutture e Roberto Manzella al Mef.

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