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Governo, l'ex ministro Castelli: "Se Draghi con Pd, difficile dire sì per Salvini"

05 febbraio 2021 | 08.43
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"Sono preoccupato, pensavo che Draghi facesse un po' come ai tempi dei romani che nei momenti di crisi nominavano uno con pieni poteri e facesse il dittatore a tempo"

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"Draghi è davvero il drago, rispetto agli altri, uno di un altro pianeta, ma il punto è capire cosa ha in mente, perché se torniamo a un governo sulla falsariga del precedente, magari con Zingaretti e Boccia dentro, e Di Maio, allora al posto di Salvini sarei in grande imbarazzo, sarebbe difficile dire sì". L'ex ministro leghista della Giustizia, Roberto Castelli, non nasconde la preoccupazione per quello che potrebbe essere l'esecutivo a guida Draghi. "Sono preoccupato - spiega - pensavo che Draghi facesse un po' come ai tempi dei romani, che nei momenti di crisi nominavano uno con pieni poteri, e facesse il dittatore a tempo".

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"Mi immaginavo un Draghi che, senza chiedere niente a nulla e nessuno, portasse il suo governo in Aula e chiedesse la fiducia, mente mi pare che qui c'è già il totoministri, con dentro i vecchi nomi della politica". E allora, secondo il vecchio leghista "come potrebbe Salvini dire sì a chi porta al governo i nemici dell'autonomia, chi ha fatto una campagna contro la Lombardia, ad esempio, chi va contro le nostre battaglie?".

"Se invece si parla di una squadra tecnica, di un altra cosa, rispetto al semplice cambio di allenatore, allora sono d'accordo con Giorgetti, che spinge per entrare", conclude Castelli.

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