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Governo: M5S, consultazioni farsa, tutto deciso con regole truccate

14 febbraio 2014 | 14.44
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"L'ennesima decisione presa da Napolitano assieme ai partiti dell'inciucio. E' il terzo governo che si sussegue senza il voto". Per questo l'assemblea M5S ha deciso di disertare le consultazioni, "con un gesto forte e importante con il quale diciamo, semplicemente, quel che pensano gli italiani". A spiegarlo è Federico D'Incà, capogruppo stellato a Montecitorio. Al suo fianco il collega del Senato Vincenzo Maurizio Santangelo, che accusa: "Napolitano si erge per l'ennesima volta a regista di un film che ha dell'incredibile, e questo non può essere accettato dagli italiani".

La frattura con il Quirinale è sempre più profonda. "Napolitano ha dimenticato - tuona Santangelo - che questa è una Repubblica parlamentare e non presidenziale". Così al Quirinale i 5 Stelle non saliranno "perché questa è solo una farsa - dicono all'unisono i due capigruppo - è questo è il modo più forte che abbiamo per dirlo". "Noi abbiamo un grande rispetto per le istituzioni - rimarca Santangelo - il nostro riferimento sono i cittadini, non un Presidente che non rappresenta gli italiani".

"Del resto cosa andiamo a fare? - chiede polemico D'Incà - tutto è già stato deciso, dovremmo andare a dirgli quel che vorremmo noi? A che scopo? Le regole qui sono truccate". "E noi - gli fa eco Santangelo - alle farse non vogliamo prendere parte". In assemblea, nonostante i 17 voti favorevoli alle consultazione, "erano tutti d'accordo - assicura D'Incà - Napolitano non è considerato un garante, ma qualcuno voleva andare al Colle per dirglielo in faccia. Non c'è alcuna divisione nel gruppo, quello di oggi è stato un momento di grande crescita".

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