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Governo, Mons. Raspanti (Cei): "Il Paese chiede uno scatto di dignità"

15 gennaio 2021 | 14.50
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Il vice presidente dei Vescovi: "Serve un passo avanti, politici da tempo troppo isolati e scollati da realtà, italiani sfiduciati vanno coinvolti"

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(Mons. Antonino Raspanti - Fotogramma)

Ora "le forze politiche facciano un passo avanti, o sarebbe insopportabile, detestabile". La situazione richiede con urgenza "uno scatto di dignità". Lo chiede il vice presidente della Cei, mons. Antonino Raspanti, alla luce della crisi politica che il Paese sta vivendo nell’emergenza coronavirus. "Le crisi politiche - premette il vicepresidente dei Vescovi all’Adnkronos - fanno parte di una democrazia ma a questo punto la classe politica deve garantirci concretezza e passi avanti. Un ritorno indietro sarebbe insopportabile, detestabile".

Il vescovo Raspanti parla di questione morale: "A prescindere dagli uomini che ci guidano, ora e nei prossimi anni, siccome siamo in una gigantesca difficoltà- e i dati sono chiarissimi- penso che tutti ci rendiamo conto che è necessaria una ripartenza, una rinascita. Non sarà solo un problema tecnico procedurale c’è anche una questione morale e politica, nel senso di partecipazione della cittadinanza". Monsignor Raspanti sferza la classe politica: " C’è bisogno di trovare vie che appassionino noi italiani e ci coinvolgano. Per certi aspetti i politici si sono molto isolati, staccati dalla realtà sociale del Paese, e dall’altra parte conseguentemente le forze del Paese sono sfiduciate".

Il vice presidente della Cei mette sul tavolo quel che non va nel sentire collettivo: "La maggior parte delle forze sono distanti: in parte non si vede la meta, e non si vedono neanche - ormai da parecchi anni - iniziative portate a termine. Il Ponte di Genova resta un miracolo italiano, un ‘unicum’ ma poi non vediamo la meta, non siamo coinvolti a collaborare. La classe politica da sola non può progettare ne’ realizzare e deve riuscire ad allargare la base di chi concorre a realizzare. Siamo chiamati a costruire il futuro come i Padri Costituenti". Da qui il monito per uno "scatto di dignità. La pandemia ci ha fatto capire il bisogno di riunirci. Anche perché se non ci mettiamo insieme non ne usciamo".

(di Elena Davolio)

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