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Governo: pm Di Matteo, Renzi discute di riforme con un condannato

19 luglio 2014 | 18.49
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"In una sentenza definitiva della Corte di Cassazione e' accertato che un partito politico, divenuto forza di Governo nel 1994, ha poco prima annoverato tra i suoi ideatori e fondatori un soggetto da molto tempo colluso con gli esponenti di vertice di Cosa nostra e che da molti anni fungeva da intermediario consapevole dei loro rapporti con l'imprenditore milanese che di quel partito divenne esponente apicale. Oggi questo esponente poltico (Silvio Berlusconi ndr), dopo essere stato definitivamente condannato per altri gravi reati, discute con il Presidente del Consiglio in carica di riformare la legge elettorale e quella Costituzione alla quale Paolo Borsellino aveva giurato quella fedelta' che ha osservato fino all'ultimo respiro". E' quanto dice il pm Antonino Di Matteo, uno dei pm del processo trattativa tra Stato e mafia, intervenendo dal palco di via D'Amelio durante la commemorazione di Paolo Borsellino.

"E' necessario non perdere la capacita' di indignarsi e trovare la forza di reagire - continua il pm Di Matteo - Tutti abbiamo il dovere di evitare che anche da morto Paolo Borsellino debba subire l'onta di vedere calpestato il suo sogno di giustizia".

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