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Governo: Renzi-D'Alema a colpi di fioretto su centrosinistra e sua eredita'

18 marzo 2014 | 19.19
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"Sono un uomo dell'800, scrivo le lettere, che però sono personali". "Alla faccia del personale, l'hai messo nero su bianco nel libro". Massimo D'Alema e Matteo Renzi hanno brevemente incrociato le lame, ma a colpi di fioretto, alla presentazione del libro del presidente della Feps cui ha preso parte il presidente del Consiglio.

Oggetto del contendere, il centrosinistra e la sua eredità. D'Alema, infatti, ha spiegato che il programma di Renzi di ridurre di 2-3 punti la spesa è "realistico" anche perchè i governi del centrosinistra in materia hanno fatto anche di meglio: "C'è stata un'Italia che porto' il debito pubblico dal 123 al 103 per cento", l'Italia "di Prodi, Ciampi, del centrosinistra", ha spiegato D'Alema sottolineando: "Renzi e' l'erede di una tradizione italiana che puo' essere rivendicata in Europa senza paura che ti prendano a calci nel sedere".

Immediata la replica di Renzi, che ha ricordato una lettera ricevuta da D'Alema all'indomani delle primarie e ha letto alcune critiche contenute nel libro di cui si sente bersaglio: "In questi ultimi 20 anni l'Italia ha fatto anche benissimo: il 103pc, ha ridotto la spesa pubblica, è stata autorevole nei Balcani e pur nelle divisioni ha prodotto una classe dirigente che ha guidato il Paese e l'Europa. Su questo non c'è dubbio alcuno". Ma, ha aggiunto Renzi, "è mancato il tema delle riforme. Una parte delle riforme di cui oggi discutiamo non si sono fatte in quegli anni, nel bene e nel male".

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