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Governo, Renzi: ''Sindacati ed establishment non fermeranno la rivoluzione''

04 maggio 2014 | 18.28
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Roma, 4 mag. (Adnkronos/Ign) - "E' iniziata la rivoluzione. Una rivoluzione pacifica, ma che le resistenze del sistema non fermeranno. Il fatto che tutti gli organismi siano contro lo considero un elemento particolarmente incoraggiante: noi non facciamo favoritismi". Lo dice il premier Matteo Renzi in un'intervista al 'Corriere della sera'.

"I miei avversari non sono in trincea. Sono piuttosto nella palude. Nell'establishment ci sono, come dappertutto, forze conservatrici", dice il premier spiegando che "è evidente che una larga parte della classe dirigente ci osteggia".

Renzi parla dei provvedimenti sul lavoro e continua: "Dobbiamo fare di tutto per consentire a chi vuole creare lavoro di farlo. Le resistenza del sindacato sono rispettabili, non comprensibili". Per il premier, "anche i sindacati, come la politica, devono farsi un esame di coscienza, devono cambiare. Sogno un sindacato che, nel momento in cui cerchiamo di semplificare le regole, dia una mano e non metta i bastoni tra le ruote". Il presidente del Consiglio sottolinea: "Non sarà un sindacato a fermarci".

Riforme: Berlusconi, senza presidenzialismo sono solo castello di carte

Troppe "contraddizioni stanno producendo una riforma senza capo né coda. Sarebbe opportuno che il presidente del Consiglio tirasse fuori da sotto al tappeto il grande convitato di pietra che è l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Senza questo passaggio, l'intero progetto di riforme rischia di essere solo un castello di carte. Per impedire questo noi siamo pronti a dare tutto il contributo possibile". Lo scrive Silvio Berlusconi in una lettera al 'Corriere della Sera'.

L. elettorale, Boschi: possibile via libera prima dell'estate

"La legge elettorale può essere approvata prima dell'estate, subito dopo il via libera alla riforma del Senato". Lo dice, al 'Messaggero', Maria Elena Boschi. Il ministro delle Riforme parla anche della riforma del Senato: "In commissione credo ci siano le condizioni per votare il testo base del governo. Che, poi, sappiamo verrà modificato lungo l'iter parlamentare", dice aggiungendo: "Il Pd? C'è un dibattito, poi però mi aspetto unità".

Pa, Delrio: per gli statali premi legati al Pil

La retribuzione degli statali ''sarà fatta anche da un premio che dipenderà dall'andamento del Pil''. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, in un'intervista al Sole 24 ore, spiega che i salari del pubblico impegno dovranno essere legati alla produttività. ''Dobbiamo parlarne con regioni ed enti locali ma questo vogliamo farlo'', assicura. Diversi sono gli interventi che potranno aiutare la crescita: ''Entro dieci giorni vedranno la luce i provvedimenti sui minibond, sull'allargamento del fondo di garanzia per le pmi e sul credito d'imposta''.

Ucraina, Pinotti: Italia disponibile a inviare una forza di pace

''Se dovesse servire, l'Italia è disponibile anche ad inviare un contingente di peacekeeper''. Così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in un'intervista a 'La Repubblica', torna sulla crisi ucraina sottolineando che "la situazione è molto preoccupante e il governo non la sottovaluta. Non penso siamo alla vigilia di una guerra europea'' ma ''non possiamo stare a guardare. Certo, senza agire da soli, ma attraverso l'Onu, la Nato e l'Unione europea".

''Anche la Russia - prosegue Pinotti - ha ammesso che i rivoltosi sul campo sono sfuggiti a ogni controllo. Noi italiani, insieme alla Germania, abbiamo finora lavorato per evitare che le sanzioni alla Russia dessero adito a una escalation difficile da controllare. Noi siamo disponibili a fare di più''. Caschi blu italiani? ''Nessuno ha avanzato questa richiesta, ma se dovesse servire - assicura il ministro della Difesa - dobbiamo essere disponibili anche a questo''.

Quando le viene chiesto se dobbiamo prepararci a una nuova missione, Pinotti replica: ''Ancora non siamo a questo, parlare di invio di peacekeeper è prematuro, ma dobbiamo essere pronti. Al momento il nostro sforzo politico e diplomatico è quello di tornare indietro allo spirito dell'accordo di Ginevra''.

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