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Green Pass, dal Codacons diffida urgente a Draghi: "Disparità di trattamento"

25 giugno 2021 | 15.44
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"Tra vaccinati e non vaccinati e tra italiani ed europei, si elimini ogni profilo di ingiustizia"

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Il Codacons ha presentato una diffida urgente riguardante il Green Pass al Presidente del Consiglio Draghi e ai Ministri dell'Economia e della Innovazione Tecnologica. A quanto apprende l'Adnkronos, nel documento si chiede "di modificare il Dpcm del 17.06 u.s. sulla certificazione verde eliminando ogni profilo di ingiustizia e disparità di trattamento tra cittadini italiani vaccinati e non e tra cittadini italiani ed europei, entro e non oltre il 01.07.2021, giorno in cui è prevista l’entrata in vigore e operatività del pass vaccinale".

Alla base dell'istanza dell'associazione "le disparità di trattamento tra i cittadini che intendono richiedere il green pass. Chi infatti non è vaccinato o non è guarito dal Covid, può ottenere la certificazione a seguito di esito negativo del tampone molecolare o antigenico: per le prime due categorie di persone la certificazione è gratis. Per coloro che invece devono ottenerla a seguito del tampone negativo molecolare o rapido, è a pagamento (circa 22,00 euro per i test rapidi; dai 70,00 a i 100,00 € per i test molecolari)".

Inoltre la finalità del provvedimento e cioè la riapertura, incentivare i viaggi spostamenti, turismo, e l’economia in generale "è contraddittoria rispetto alle conclusioni e gli effetti finali del provvedimento stesso: si riapre gratis per inoculati e guariti e a pagamento per coloro che non possono sottoporsi a vaccinazione per motivi di salute, o perché non ci sono dati (donne incinta) o semplicemente perché scelgono liberamente e legittimamente di non sottoporsi alla terapia genica sperimentale", spiega l'associazione.

Il Dpcm dunque "è viziato da ingiustizia manifesta che deriva dalla illogicità e contraddittorietà tra le finalità del decreto riaperture (atto presupposto) e gli effetti e che discendono dall’applicazione dal Dpcm del 17 giugno u.s., che si traducono in una inammissibile disparita di trattamento. E' infatti manifestamente ingiusto che un cittadino, per spostarsi o partecipare a degli eventi, matrimoni e cerimonie, debba pagare ogni volta 22,00 euro (minimo) e l’inoculato e il guarito no, per i quali peraltro non è esclusa la possibilità di riammalarsi e contagiare terzi, tanto è che il Dpcm stesso prevede la revoca del pass vaccinale nel caso in cui insorga di nuovo l’infezione a coloro che si sono vaccinati e ai guariti".

Le disposizioni del dpcm sul green pass "prevedono come possibile un tale scenario, disponendo per l’appunto la revoca immediata del pass", sottolinea il Codacons, che conclude con un raffronto rispetto ad altri paesi: "In altri paesi europei, come ad esempio, la Danimarca, tutti i tamponi richiesti per la certificazione verde sono gratis".

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