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Green Pass Italia, Bassetti: "Ora obbligatorio in tutti i posti di lavoro"

06 agosto 2021 | 12.08
LETTURA: 5 minuti

Le regole dovrebbero cambiare per direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova

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(Fotogramma)

Green pass obbligatorio anche per il posto di lavoro. Le regole dovrebbero cambiare secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "Io sono dell'idea che anche i luoghi di lavoro dovrebbero essere sicuri. E quindi il passo successivo debba essere quello del Green pass" dice all'Adnkronos Salute.

"Mi pare abbastanza assurdo - rileva l'infettivologo - che adesso al ristorante l'avventore non può entrare se non è vaccinato o se non ha un tampone negativo mentre chi cucina e fa il cameriere può fregarsene".

Scuola

Green pass obbligatorio per docenti e personale scolastico. "Sono molto soddisfatto" dice all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti. "Come si dice, meglio tardi che mai". "Per la scuola sarebbe stato opportuno introdurlo un po' prima perché - sottolinea il medico - adesso bisogna correre. C'è ancora una quota parte di insegnanti che non mi pare sia vaccinata e quindi, considerando che per fare la vaccinazione, tra la prima e la seconda dose, per andare a regime ci vuole un mese - nota Bassetti - è chiaro che il provvedimento "è arrivato un po' tardivamente. Se oggi tutti quanti corressero a vaccinarsi avremmo un'adeguata copertura proprio per l'inizio della scuola. Ma non mi pare che sia fattibile che tutti si vaccinino oggi stesso, quindi in qualche modo si rischia di andare un po' lunghi".

"Quello che dispiace - osserva l'infettivologo - è che sulla scuola nel mese di luglio non si sia fatto praticamente nulla, o quanto meno la percezione è che si è fatto meno di quello che si sarebbe potuto e dovuto fare".

Universitari

"Per i maggiorenni è evidente che non poteva che esserci l'obbligo. Io però spingo ancora forte perché, magari un po' più avanti, si riesca a pensare anche all'obbligatorietà per quanto riguarda gli studenti 12-17enni" dice all'Adnkronos Salute. "Io, da professore universitario - sottolinea l'infettivologo - sono 2 anni che non vedo uno studente in presenza. E noi, con tutto il rispetto, non è che insegniamo matematica, noi insegniamo medicina e dobbiamo far vedere i malati ai nostri ragazzi, dobbiamo fargli le prove pratiche. Avremo due corsi che non hanno visto neanche un malato. E questo evidentemente non va bene, innanzitutto per loro".

Per quanto riguarda poi gli studenti più piccoli, "noi abbiamo già il 10% delle vaccinazioni obbligatorie per la scuola in Italia - ricorda il medico - quindi sinceramente non ci troverei nulla di male ad avere anche questa come vaccinazione obbligatoria".

Trasporti

"Bene il Green pass su treni e aerei, ma il prossimo passaggio deve essere l'introduzione per i trasporti locali". Torna a ribadirlo Matteo Bassetti, dopo la decisione del governo di applicare il passaporto verde, a partire da settembre, solo sui trasporti a lunga percorrenza. "Nel momento in cui rendi sicura la scuola introducendo il Green pass e non rendi sicuro il mezzo per arrivarci - afferma all'Adnkronos Salute l'infettivologo - o si istituiscono dei trasporti soltanto per i ragazzi, cosa che mi pare impossibile e irrealizzabile, oppure è evidente che anche i trasporti locali devono avere una regolamentazione".

"Già li sento i discorsi di quando arriveremo al 5 settembre - dice il medico - su come si fa con gli orari dei trasporti, sulla capienza all'80%, insomma inizierà il solito balletto quando invece - conclude - si sarebbe potuto risolvere in qualche modo anche lì usando il Green pass".

La situazione in Italia

"E' evidente che ci saranno sempre dei ricoveri finché ci sono dei contagi, perché soprattutto quando riguardano i non vaccinati, purtroppo" i pazienti "finiscono in ospedale. E anche qualcuno dei vaccinati finisce in ospedale, perché sono i cosiddetti 'non responder' dice all'Adnkronos Salute, Matteo Bassetti, commentando il Monitoraggio settimanale sull'andamento di Covid-19, che evidenzia un lieve aumento del tasso di occupazione in area medica e in terapia intensiva (al 3% e 4% rispettivamente). "Finché i numeri sono quelli che abbiamo avuto nelle ultime 3 settimane - assicura il medico - non c'è da preoccuparsi. E' chiaro che, se ci dovesse essere un'impennata dei ricoveri, bisognerebbe capire che cosa fare e correre ai ripari".

Il picco? A Ferragosto

"Io credo che l'Rt di oggi sia un indice da non guardare. L'Rt scende ma l'incidenza sale - spiega Bassetti -. Ragionevolmente è pensabile che questa ondata di contagi e non di ricoveri, raggiungerà il picco nel giro di una settimana, per Ferragosto potremmo essere al picco". "Questo vuol dire che dopo Ferragosto inizieremo a vedere la discesa" dei contagi. "Insomma quello che abbiamo già visto in Inghilterra. Noi stiamo riproponendo, con un mese e mezzo di distanza, esattamente quello che è già successo in Inghilterra: crescono, crescono i contagi, non c'è un aumento significativo dei ricoveri e nemmeno dei decessi, si arriva a un picco e poi si scende".

"Bene il Green pass su treni e aerei ma il prossimo passaggio deve essere l'introduzione per i trasporti locali". Torna a ribadirlo dopo la decisione del governo di applicare il passaporto verde, a partire da settembre, solo sui trasporti a lunga percorrenza. "Nel momento in cui rendi sicura la scuola introducendo il Green pass e non rendi sicuro il mezzo per arrivarci - afferma all'Adnkronos Salute l'infettivologo - o si istituiscono dei trasporti soltanto per i ragazzi, cosa che mi pare impossibile e irrealizzabile, oppure è evidente che anche i trasporti locali devono avere una regolamentazione". "Già li sento i discorsi di quando arriveremo al 5 settembre - dice il medico - su come si fa con gli orari dei trasporti, sulla capienza all'80%, insomma inizierà il solito balletto quando invece - conclude - si sarebbe potuto risolvere in qualche modo anche lì usando il green pass".

"E' evidente che ci saranno sempre dei ricoveri finché ci sono dei contagi, perché soprattutto quando riguardano i non vaccinati, purtroppo" i pazienti "finiscono in ospedale. E anche qualcuno dei vaccinati finisce in ospedale, perché sono i cosiddetti 'non responder'. Finché i numeri sono quelli che abbiamo avuto nelle ultime 3 settimane - assicura il medico - non c'è da preoccuparsi. E' chiaro che, se ci dovesse essere un'impennata dei ricoveri, bisognerebbe capire che cosa fare e correre ai ripari".

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