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Papa: Greenpeace scrive a Francesco, grazie per le iniziative a difesa del clima

28 aprile 2015 | 12.05
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L'associazione ambientalista: "Le chiediamo di rivolgere un appello a tutti i governi e ai leader dell’industria perché s’impegnino concretamente nella direzione del contrasto al riscaldamento globale"

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(Infophoto)

Una lettera aperta per ringraziare Papa Francesco per le iniziative che sta prendendo “a difesa del clima globale, assunte anche in vista dell’annunciata Enciclica” (leggi il testo integrale) . Così l'associazione ambientalista Greenpeace ha voluto rendere pubblico il proprio apprezzamento per la Conferenza che si sta tenendo in Vaticano sul tema dei cambiamenti climatici, “i cui effetti già colpiscono milioni di persone, specialmente tra i poveri: i più vulnerabili e i meno responsabili del riscaldamento globale”.

“Una delle maggiori minacce per il clima della Terra proviene dallo sfruttamento irresponsabile di carbone e petrolio”, si legge nella lettera a firma di Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, che oggi sta seguendo la Conferenza in Vaticano. “I governi mostrano poca saggezza in questo campo e grandi interessi industriali sono ancora legati a queste fonti di energia, distruttive per l’ambiente, per il clima e oggetto di sanguinosi conflitti".

"Le conseguenze per la vita umana sono disastrose e spesso non vengono colte fino in fondo. Eppure - continua Onufrio nella lettera - i segnali sono tanti: fenomeni meteorologici estremi, scioglimento dei ghiacci, siccità, alluvioni, tempeste, carestie. E anche crescenti migrazioni di intere popolazioni in cerca di condizioni ambientali più favorevoli”.

Greenpeace chiede al Papa di rivolgere un appello a governi e industria

Secondo l'associazione, se da una parte abbiamo il dovere di dare aiuto e sollievo immediato ai migranti, dall'altra è altrettanto importante non negare il legame con le ragioni profonde che spingono le persone a migrare: fame, povertà, violenza, conflitti per l’accesso alle risorse. Tutte questioni che possono essere esacerbate dai cambiamenti climatici in corso.

“È per questo, Sua Santità, che Le chiediamo di rivolgere un appello a tutti i governi e ai leader dell’industria - scrive Greenpeace - perché s’impegnino concretamente nella direzione del contrasto al riscaldamento globale, per un sistema energetico basato al 100 per cento sulle fonti rinnovabili, che sia accessibile a tutte le persone nel Pianeta”.

dal Summit interreligioso dichiarazione di responsabilità contro emissioni

Al vertice Onu sui cambiamenti climatici dello scorso settembre, il Summit interreligioso ha presentato una dichiarazione comune di responsabilità a ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Allo stesso tempo, i rappresentanti dei gruppi religiosi hanno chiesto ai governi di assicurare l’accesso per tutti alle fonti di energia rinnovabile e l’eliminazione dei combustibili fossili entro il 2050.

La scienza climatica è chiara: per evitare gli impatti più disastrosi relativi ai cambiamenti climatici e mantenere l’aumento di temperatura globale ben al di sotto dei 2°C (meglio se 1,5°C) dobbiamo azzerare le emissioni da carbone, petrolio e gas entro la metà del secolo. L’unico modo per raggiungere questo obiettivo in tempo utile è una rapida transizione verso uno scenario che sia 100% rinnovabile per tutti.

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