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Gruber attacca Salvini: "Intollerabile sdoganamento del linguaggio violento"

01 novembre 2019 | 08.58
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Per la conduttrice di Otto e mezzo "abbiamo un linguaggio nella nostra politica molto più violento e le parole violente sono violenza"

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"Trovo intollerabile lo sdoganamento del linguaggio violento". Così Lilli Gruber, ospite di Piazzapulita, in merito ai commenti fatti in piazza da Matteo Salvini sulla partecipazione al programma condotto dalla giornalista. La conduttrice di Otto e mezzo spiega che Salvini gli "sta simpatico, ma la maleducazione non mi piace mai". "Dopo che mi ha chiesto lui di venire ospite nella mia trasmissione, fare questa piazzata in un comizio non è molto carino", afferma la Gruber, definendo "intollerabile questa campagna elettore permanente".

Quindi, parlando della vicenda della commissione sul razzismo e del centrodestra che non ha applaudito in aula Liliana Segre, la giornalista sostiene che il linguaggio di certi politici sia responsabile del clima di odio: "La politica dei demagoghi e dei populisti porta a un imbarbarimento del linguaggio. Abbiamo un linguaggio nella nostra politica molto più violento e le parole violente sono violenza".

In particolare la giornalista stigmatizza un episodio. "Quando il leader della Lega Salvini ha chiamato questa estate Carola Rackete 'zecca', forse qualcuno si ricorda come venivano definiti gli ebrei? Zecche. Questa violenza non può che portare violenza", conclude Gruber.

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