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Guantanamo: Usa all'Onu, 36 detenuti non saranno processati nè liberati

13 novembre 2014 | 20.56
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Dei 148 sospetti terroristi ancora detenuti a Guantanamo 36 non saranno incriminati o processati e continueranno ad essere imprigionati a tempo indeterminato. Lo ha detto, nella sua audizione di fronte alla Commissione dell'Onu contro la tortura, il generale Richard Gross, uno dei principali avvocati del Pentagono, che ha illustrato la situazione legale di tutti i prigionieri che si trovano nel campo di prigionia istituito da George Bush nella base militare americana a Cuba.

Sono 79 i prigionieri che sono in attesa di essere trasferiti in altri Paesi, mentre altri 33 potranno essere incriminati formalmente e processati. Gross ha affermato che gli Stati Uniti - che da anni sono sotto accusa per le detenzioni in un vuoto giuridico di prigionieri che sono stati anche sottoposti a torture, gli 'interrogatori duri' che l'amministrazione Bush aveva autorizzato - rispettano le leggi interni ed internazionali nel trattamento dei detenuti, catturati perché ritenuti collegati ad al Qaeda ed ai Talebani.

Riguardo ai 36 detenuti che saranno detenuti a tempo indeterminato, Gross si è appellato al diritto bellico. "Come parte del conflitto, gli Stati Uniti hanno catturato e detenuto nemici belligeranti ed è permesso dal diritto bellico di trattenerli fino alla fine dell'ostilità", ha detto.

Subito dopo il suo insediamento nel 2009, Barack Obama si era impegnato a chiudere Guantanamo, in risposta agli anni di critiche e condanne arrivate dalla comunità internazionale. Ma in tutti questi anni i suoi tentativi hanno trovato la netta opposizione del Congresso, anche di esponenti democratici, ed ha dovuto anche fare i conti con la difficoltà e la lentezza di rimpatrio, o trasferimento in Paesi terzi, dei detenuti che, dopo anni di detenzione extragiudiziaria, si è stabilito di rilasciare.

L'inviato speciale dell'Onu per la lotta alla tortura, Juan Mendez, ha rifiutato l'offerta americana di recarsi in visita a Guantanamo perchè, come ha ribadito l'inviato americano a Ginevra, Keith Harper, non avrebbe potuto, per motivi di sicurezza e riservatezza, avere accesso, come aveva chiesto, diretto ad i detenuti. Solo gli avvocati e la Croce Rossa hanno questo accesso, ha detto Harper.

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