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Gucci cita Kubrick in campagna 'Exquisite'

25 agosto 2022 | 13.25
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Alessandro Michele: "Rendo omaggio al cinema, celebrando uno dei suoi più luminosi maestri"

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Una delle immagini della nuova campagna Gucci Exquisite. Creative Director: Alessandro MicheleArt Director: Christopher Simmonds Photographers & Directors: Mert & Marcus Make up: Thomas De KluyverHair: Paul Hanlon

C'è '2001: Odissea nello Spazio' ma anche 'Arancia Meccanica', 'Eyes Wide Shut', 'Barry Lyndon' e 'Shining' in 'Exquisite' nella nuova campagna firmata Gucci, scattata da Mert & Marcus, dove la collezione tratteggiata da Alessandro Michele irrompe in alcuni frame delle celebri pellicole. "Sono sempre stato affascinato dal mondo del cinema - sottolinea Alessandro Michele, direttore creativo della maison -. Dalla sua capacità di raccontare storie in grado di scandagliare l’avventura umana e le sue derive. Dalla sua abilità visionaria di scavare nel reale e di farne oggetto di interrogazioni immaginifiche e vertiginose".

Del resto, prosegue lo stilista, "questo sguardo così attento all’umano mi è particolarmente vicino. Quando penso a un vestito non lo immagino mai separato dalla storia e dalla vita di chi lo indossa. Un abito, per me, non è mai solamente un pezzo di stoffa, piuttosto lo strumento attraverso cui riusciamo a narrare chi decidiamo di essere, a mettere in forma i nostri desideri e il senso ultimo del nostro stare. Per questo motivo ho sempre pensato alle mie collezioni come a dei film capaci di restituire una cinematografia del presente: una partitura di storie, eclettiche e dissonanti, capaci di sacralizzare l’umano e la sua capacità metamorfica".

Con la campagna 'Exquisite' Michele ha voluto rendere omaggio al cinema, celebrando uno dei suoi più luminosi maestri, Stanley Kubrick. "Un cineasta filosofo - prosegue lo stilista - che ha saputo, meglio di altri, restituire la magia di quell’intreccio inestricabile attraverso cui il cinema trasuda e magnifica la vita stessa. Di Kubrick ho sempre ammirato la portentosa abilità nel cimentarsi su temi diversissimi. La carica sperimentale di Kubrick sopravanza tutte le possibili categorizzazioni. Ogni film condensa, infatti, anime molteplici in cui il distopico si incastra alla parodia, il dramma diventa commedia umana, l’orrore assume le sembianze di un trattato psico-filosofico, il sentimento del vero sfocia nel perturbante. Kubrick è stato, in fondo, un vero e proprio scultore di generi: l’unico regista 'transgenere', in anticipo sui tempi. Questa sua capacità di costruire storie sempre eccedenti di significato, di veicolare narrazioni in grado di valicare i confini e di incendiare le etichette, è sempre stata per me fonte di profonda ispirazione".

Nella campagna pubblicitaria, Michele ha voluto scomporre, mescolare, innestare e riassemblare i film del regista statunitense. "Fedele ad una mia prassi creativa - evidenzia - mi sono appropriato di quelle pellicole, risemantizzandole. Le ho popolate dei miei vestiti. Provando a costruire corto-circuiti in cui l’abito di Adidas, che aveva già perso il suo statuto di oggetto sportivo per diventare un costume vittoriano, compare come un nuovo personaggio nella sceneggiatura di 'Barry Lyndon'. Il vestito, disegnato da Laura Whitcomb, con cui Madonna solcava negli anni ’90 la scena newyorkese, si inserisce nelle scene gotiche di 'Shining'. Il rito oscuro ed enigmatico di 'Eyes Wide Shut' accoglie una venere in pelliccia, impreziosita da sensuali perle di stampo borghese".

E ancora, "le scarpe anni ’90 dal sapore fetish compaiono in maniera esplosiva nei fotogrammi di 'Arancia Meccanica'. Infine, il più sognante degli abiti da sera intessuto con ruches di tulle fa irruzione nello spazio asettico e distopico della Discovery di '2001 Odissea nello spazio'. In questo gioco situazionista si mescolano i piani storici, le referenze, i vissuti. Il passato esplode nel presente. Tutto può diventare qualcos’altro. Come in quella famosa scena del capolavoro di Kubrick in cui l’osso si trasforma in un’astronave. Come nella vita".

In 'Exquisite', continua poi il tentativo di Michele di mescolare l’alto con il basso, "questa volta in maniera coerente e sinergica con la grammatica del grande regista - sottolinea -. Nelle sequenze selezionate è come se Nietzsche, Kant e Freud dialogassero con la strada. Le più grandi domande sul senso della vita diventano immagini pop. Trasfigurazioni complesse sul piano del significato si trasformano in accessi immediati sul piano dell’esperienza. Tutto diventa immagine iconica, simbolicamente raffinata ma capace di depositarsi all’interno di una cultura decisamente popolare. Ho scelto Kubrick anche per questo. Quello che ha prodotto fa parte dell’immaginario collettivo. Il suo essere un rabdomante della visione ha reso le sue opere riconoscibili al pari della Cappella Sistina, della Vergine delle Rocce o dei Simpson. Manipolarne le immagini, rilanciandole all’interno di un inedito quadro semantico, acquisisce dunque lo stesso senso che può avere un hackeraggio della Gioconda. Con in più l’afflato e il coinvolgimento empatico che solo la macchina della finzione cinematografica riesce a produrre".

"Questo coinvolgimento - conclude lo stilista - produce un cambio di stato particolarmente significativo per il lavoro che faccio: i vestiti tornano ad avvicinarsi alla nuda vita. Si trasformano in protesi immaginifiche funzionali al racconto di una storia. Una storia che sconquassa, incanta, tortura, accende. Perché è la storia di quell’umano che dimora in ciascuno di noi. Ne sapeva qualcosa Stanley Kubrick. Ne sa qualcosa Milena Canonero, amica carissima, che ha accolto il mio invito a ripercorrere alcune delle scene che l’hanno consacrata come astro indiscusso della storia del costume cinematografico. La sua presenza in questo progetto è per me un dono commovente e preziosissimo".

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