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Ucraina-Russia, Mosca: "Pronti a prendere controllo totale delle città"

14 marzo 2022 | 07.32
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Raid russi colpiscono centro di produzione di aeromobili Antonov e un palazzo di 9 piani a Kiev. Aperti 10 corridoi umanitari, A Mariupol 2.500 morti da inizio guerra

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(Afp)

Prosegue la guerra tra Russia e Ucraina, con Mosca che non esclude di "prendere il controllo" delle città ucraine, garantendo "la massima sicurezza della popolazione". Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov citato dai media russi, accusando gli Stati Uniti e l'Unione Europea di "provocare" Mosca affinché assalti le città dell'Ucraina. "All'inizio dell'operazione - ha aggiunto - il presidente russo ha incaricato il ministero della Difesa di astenersi da un assalto immediato alle grandi città, tra cui Kiev, poiché formazioni armate nazionaliste avevano posizionato pesanti equipaggiamenti militari proprio nelle zone residenziali". Le operazioni militari in aree densamente popolate "avrebbero provocato inevitabilmente pesanti perdite tra i civili", ha notato Peskov, sottolineando che "l'operazione è stata pianificata proprio tenendo conto di questa indicazione".

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KIEV - Non si placano intanto bombardamenti. E’ salito a due morti e a 16 feriti il bilancio dell’attacco russo di stamattina a Kiev. Lo ha riferito il sindaco della capitale Vitali Klitschko: "Oggi Kiev è stata attaccata dal nemico. La mattina presto, un razzo ha colpito un edificio residenziale di 9 piani su Obolon. Secondo i dati aggiornati, nell'attacco una persona è morta e 10 sono rimaste ferite. Circa 70 residenti sono stati evacuati dalla casa. Inoltre – ha aggiunto – frammenti di un missile nemico abbattuto dall'esercito ucraino sono caduti sulla strada su Kurenivka uccidendo una persona e ferendone altre sei”.

 Un attacco russo ha inoltre colpito un centro di produzione di aeromobili Antonov che si trova nei pressi dell'aeroporto Sviatoshyn, a circa 10 km dal centro di Kiev. Lo affermano fonti dell'amministrazione comunale. In precedenza era stato riportato che ad essere colpito era stato lo scalo Antonov (Hostomel), un importante terminal cargo e base aerea.

Intanto è salito a 2.500 il numero delle persone che hanno perso la vita a Mariupol, assediata e bombardata dalle truppe russe, dall'inizio della guerra lo scorso 24 febbraio. Lo ha detto Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spiegando che i dati sono stati forniti dall'amministrazione comunale di Mariupol.

CORRIDOI UMANITARI - Dieci i corridoi umanitari aperti oggi in Ucraina per tentare di evacuare i civili nelle città assediate. E' aperto quello di Mariupol e i militari russi stanno consentendo ai residenti di uscire dalla città, smettendo dunque di bloccare il "corridoio verde". Diverse dozzine di auto hanno già lasciato la città. Lo ha annunciato su Facebook il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko. "A partire dalle 13,00 (ora locale) - ha scritto Andryushchenko - abbiamo di fatto la conferma dell'osservanza del regime di cessate il fuoco in direzione del corridoio umanitario per il trasporto privato lungo la strada da Mariupol in direzione di Zaporozhye. Il passaggio ai checkpoint non sta causando problemi ". "Questo è l'unico corridoio che ha l'approvazione ufficiale e funziona davvero oggi". Nei giorni scorsi Mariupol era rimasta completamente bloccata sia per l'evacuazione che per l'accesso degli aiuti umanitari.

Inoltre "è in corso l'evacuazione nella regione di Kiev" ha comunicato in un video pubblicato sul suo canale Telegram Oleksiy Kuleba, il direttore dell'amministrazione regionale. "Sono aperti corridoi nelle direzioni di Brovary, Bucha e Vyschgorod", ha fatto sapere Kuleba, precisando che nella prima direttrice, quella verso Brovary, "la situazione è difficile, perché ci sono combattimenti in corso, speriamo di riuscire ad arrivare nei centri abitati come Peremoha, Schevchenkove, ma per ora è molto complicato". Per quanto riguarda invece "la direzione di Bucha, Hostomel, Vorsel, le colonne di evacuazione sono partite e speriamo di vedere già i primi arrivi alle 15".

CREMLINO: "NESSUNA RICHIESTA ASSISTENZA MILITARE A CINA" - La Russia non ha avanzato alcuna richiesta di assistenza militare alla Cina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che la Russia ha risorse militari "sufficienti" per la sua "operazione militare" in Ucraina. L'operazione, ha aggiunto il portavoce citato dall'agenzia Tass, si sta sviluppando "secondo i piani" e sarà completata nei tempi previsti.

In precedenza è stata la Cina ad accusare gli Stati Uniti di "disinformazione" dopo le news secondo cui la Russia, per l'invasione dell'Ucraina, avrebbe chiesto aiuto a Pechino a livello militare ed economico. Secondo il ministero degli Esteri cinese, riporta il Global Times, la "parte americana ha diffuso disinformazione contro la Cina sulla questione ucraina con intenzioni sinistre". La diplomazia cinese ha ribadito la sua posizione sul "ruolo costruttivo" per "promuovere colloqui di pace".

Anche droni, nel quadro di un sostegno militare, e assistenza economica. E' quello che la Russia avrebbe chiesto alla Cina dopo l'invasione russa dell'Ucraina secondo notizie riportate dalla Cnn che cita due funzionari Usa dopo che il Financial Times ha rivelato che Mosca avrebbe chiesto a Pechino di fornire equipaggiamento militare fin dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. La Cnn precisa che secondo una delle sue fonti la Cina ha risposto alla richiesta russa, ma il funzionario non è entrato nel dettaglio della risposta.

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