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Guerra Ucraina-Russia, Anpi: "Condanniamo invasione ma capire le cause"

24 marzo 2022 | 12.39
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Il presidente Pagliarulo: "Preoccupa impegno Draghi per più armi e soldati, frettolosa richiesta per ingresso Kiev in Ue"

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Guerra Ucraina-Russia, "la condanna dell'invasione è irrevocabile ma dobbiamo cercare di capire il contesto e le cause che hanno prodotto la situazione attuale, non per giustificare ipocritamente l'intervento russo ma per porre all'ordine del giorno questioni capitali: nuovo ordine mondiale, sistema di difesa collettiva, cooperazione, coesistenza pacifica". Lo ha detto il presidente dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo, intervenendo al Congresso dell'Associazione Nazionale Partigiani.

"Per questo - ha sottolineato - è un errore minimizzare la recente storia ucraina, dalle formazioni naziste ucraine alla Crimea, al Donbass, alle interferenze russe, al ruolo di Ue, Nato e Stati Uniti. A tutto quello che è successo a Est negli ultimi 20 anni. Sbaglia chi guarda l'albero ma non vede la foresta".

Quando il Parlamento italiano ha votato per l'invio di armamenti all'Ucraina "in tanti fra cui l'Anpi non hanno condiviso questa scelta ma il bersaglio delle polemiche si è incentrato sull'Anpi. E' urgente uscire da questo infecondo terreno. Nei nostri congressi abbiamo discusso dell'invio di armamenti all'Ucraina, e abbiamo registrato il consenso attivo a queste posizioni della grande parte dei compagni ma si sappia che l'Anpi non è una caserma, è una grande casa. Ci possono e ci devono essere opinioni diverse, si chiama democrazia e ne siamo orgogliosi" ha detto Pagliarulo. "Vogliono fomentare contrasti fra partigiani? Hanno capito male, noi siamo più uniti che mai", ha rimarcato il presidente uscente dell'Anpi.

"L'invio di armi da parte di Paesi non belligeranti a un Paese belligerante, ancorché per difendersi giustamente da un'invasione, può essere interpretato dal Paese invasore come un atto di co-belligeranza e comunque alza ulteriormente il livello della tensione internazionale - ha poi sottolineato - Ecco la ragione della nostra critica a una scelta che abbiamo giudicato pericolosa".

Inoltre "preoccupa l'impegno assunto dal Presidente del Consiglio per l'ulteriore invio di armi e soldati, oltre che la frettolosa e imperativa richiesta di far entrare l'Ucraina nell'Unione europea seminando così tensioni in tanti Paesi, dei Balcani e non, che da anni hanno avanzato la loro candidatura".

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