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Guerra Ucraina-Russia, Draghi: "Putin non vuole la pace"

17 marzo 2022 | 19.24
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"Invio armi? Aiutiamo Kiev e difendiamo valori della Repubblica italiana e Ue"

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(Afp)

Le preoccupazioni degli italiani per la guerra Ucraina-Russia e i contraccolpi sul nostro Paese? "Il modo migliore per tranquillizzare è dire sempre la verità", questo momento "siamo pronti ad affrontarlo" dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il dl sulle riaperture. "Vale per tutte le situazioni. E' normale che gli italiani siano stanchi" per la pandemia "e preoccupati per quel che avviene in Ucraina. Questa è una situazione per cui tutti cerchiamo la pace, ma purtroppo Putin non vuole la pace" afferma il presidente del Consiglio.

"Le sanzioni alla Russia hanno dato luogo a tante insufficienze" di materie prime "e hanno conseguenze anche su noi stessi: ma tanto siamo convinti che queste sanzioni siano appropriate e che possano essere rafforzate, tanto il governo è pronto per aiutare imprese e famiglie in questo momento difficile" sottolinea il premier.

Per il presidente del Consiglio, "non è ancora il caso" di lanciare allarmi sulle conseguenze di tipo economico per l'Italia dalla guerra in Ucraina. "Prenderemo dei provvedimenti. Dobbiamo prepararci, ma da qui a lanciare allarmi ancora ci corre - dice Draghi - Dobbiamo reagire, per esempio, alle insufficienze degli approvvigionamenti alimentari come a quelli per il gas con la diversificazione, con un intervento sui prezzi, aiutare famiglie e imprese".

"La riunione di domani" a Villa Madama con Pedro Sanchez, Antonio Costa e Kyriakos Mitsotakis, "è nata spontaneamente nell'ultimo Consiglio Ue della settimana scorsa e può essere importante per coordinare le nostre posizioni" spiega. Tra le questioni "a cui si lavora c'è quella di un tetto al prezzo del gas, perché è un fatto che in Ue sia superiore a tutte le altre parti del mondo. C'è dunque la necessità di affrontare questa specificità, siamo convinti della necessità di un tetto".

Quanto all'invio di armi, "l'Italia, come altri Paesi dell'alleanza, aiutano l'Ucraina a difendere la propria società e democrazia e, mentre lo facciamo, difendiamo allo stesso momento i nostri valori su cui è fondata la Repubblica, l'Unione Europea. Quindi l'invio di armi o l'applicazione di sanzioni va visto in questo modo: sono strumenti necessari che dobbiamo usare per difenderci, per difendere l'Ucraina, la nostra democrazia, la nostra libertà e i nostri valori fondamentali".

"Il Parlamento ha votato quasi all'unanimità" per l'invio di armi e l'applicazione di sanzioni, "raramente" si verifica un "sostegno così corale", rileva il premier, e "ringrazio l'opposizione per essersi unita alla maggioranza".

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