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Guerra Ucraina-Russia, Guerini: "No fly zone non è perseguibile"

13 marzo 2022 | 20.51
LETTURA: 3 minuti

"Situazione diversa da come immaginava, ora Putin innalza livello"

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(Fotogramma/Ipa)

Guerra Ucraina-Russia, "Putin pensava a una guerra lampo conclusa in pochi giorni con la caduta di Zelensky". E' quanto ha detto a 'Che tempo che fa' il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, aggiungendo che la "no fly zone non è perseguibile". "In realtà per una serie di ragioni, innanzitutto la resistenza eroica delle forze armate e della popolazione ucraina, insieme con altre situazioni, legate anche alla scarsa organizzazione dell'offensiva russa, ha portato a una situazione di stasi". "Oggi siamo in una situazione diversa, in cui Putin ha deciso di innalzare l'attività militare, e i bombardamenti che hanno riempito drammaticamente le cronache di questi giorni ne danno contezza".

"Credo che Putin stia facendo i conti con i piani sbagliati e la scommessa persa, una scommessa secondo cui tutto si sarebbe risolto in pochi giorni. Ciò non è avvenuto e credo che oggi sia di fronte a un dilemma. Spero che questo dilemma sia risolto in maniera ragionevole, e che si torni a confrontarsi diplomaticamente".

NO FLY ZONE - Creare una no fly zone in Ucraina "significherebbe entrare in guerra con la Russia, quindi è un'opzione assolutamente non perseguibile. Tutta l'Europa e la Nato stessa l'ha sempre esclusa ".

L'Italia partecipa "alle misure di rafforzamento della deterrenza per far capire a Putin che nessun centimetro dell'Europa e dell'Alleanza atlantica può essere attaccato, e che ci sarà una risposta se ciò dovesse avvenire".

"La Nato è un'alleanza difensiva, l'attività avviene attraverso la deterrenza e e le misure di rassicurazione dei Paesi più esposti a Est. Noi siamo presenti in Lettonia, i nostri aerei che volano in Romania per fare la sorveglianza dello spazio aereo".

EUROPA - "Quello della difesa europea è stato un tema sempre presente, l'Europa se vuole essere un player globale deve dotarsi di una politica estera e di difesa comune e avere una propria autonomia strategica per perseguire propri interessi di sicurezza". "Quanto sta accadendo dà più forza a questo processo ma dobbiamo capire cosa vogliamo dire quando parliamo di difesa europea: non è il tema romantico di un esercito comune ma - ha spiegato - significa avere un'analisi condivisa della minaccia, costruire capacità tecnologiche e industriali comuni. Non è un tema tecnico militare ma politico, ciò che sta avvenendo rafforza questa spinta".

COLLOQUI - "Domani c'è un incontro a Roma tra il consigliere per la sicurezza nazionale americana e il suo omologo cinese. Credo sia un'occasione importante, significa un aumento di un lavoro diplomatico da parte di Stati Uniti e Cina, i due Paesi che possono condizionare lo sviluppo positivo di eventuali tentativi diplomatici". Spesso, ha ricordato "le speranze sono state smentite dei fatti" ma "dobbiamo incoraggiare tutto quello che va verso una possibile soluzione diplomatica che tenga conto di quanto è avvenuto: che c'è un aggressore e un aggredito".

Putin "ha cercato di far pendere il tavolo della trattativa dalla sua parte, fino ad adesso questo non gli è riuscito anche se credo che la nostra attenzione debba essere rivolto alla popolazione", ha sottolineato il ministro. "Finora non ho visto un dialogo sincero né la volontà di arrivare a una soluzione diplomatica, ma credo che la pressione della comunità internazionale, il peso delle sanzioni la resistenza ucraina possano indurre Putin a un atteggiamento diverso. La speranza, anche quando è ridotta al lumicino deve essere sempre rafforzata - ha concluso Guerini - a noi compete rafforzarla".

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