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Guerra Ucraina, Scholz per ora non va a Kiev: "irritante" stop a Steinmeier

13 aprile 2022 | 18.24
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D'accordo con il cancelliere tedesco si sono detti tutti i leader dei principali partiti, che hanno parlato anche di interferenza nella politica interna

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(Foto Afp)

Guerra Ucraina-Russia, il cancelliere Olaf Scholz non intende recarsi per ora a Kiev. Lo ha detto lui stesso in un'intervista alla radio Rbb24, dopo l'"irritazione" provocata dal 'no' ucraino ad una visita del presidente tedesco Frank Walter Steinmeier. Il cancelliere ha ricordato di essere stato a Kiev pochi giorni prima dell'inizio della guerra e di avere spesso contatti telefonici con il presidente Volodymyr Zelenskyi. "Non c'è un capo di stato e di governo che abbia contatti così intensi con me", ha sottolineato.

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Quanto al tema della consegna delle armi, Scholz ha detto: "La Germania ha stabilito un percorso deciso con la decisione di fornire armi. Consegniamo, abbiamo consegnato e consegneremo in stretto coordinamento con tutti gli alleati, con gli amici dall'altra parte dell'Atlantico cosi' come con gli amici in Europa". E poi ha aggiunto: "Una cosa e' certa: non lo faremo da soli. La Germania non agirà diversamente dagli altri paesi".

"Il presidente federale voleva veramente andare in Ucraina e incontrare il presidente Zelensky - ha detto Scholz, in riferimento al viaggio a Kiev che Steinmeier avrebbe dovuto fare insieme al presidente polacco e delle tre repubbliche baltiche - Lui è il capo dello Stato tedesco, che è stato rieletto per il suo contributo da una grande maggioranza trasversale. Anche per questo sarebbe stato positivo se lo avessero ricevuto". Ciò premesso, alla domanda della radio Rbb24 se ritenesse lo stop di Kiev un insulto, il cancelliere ha replicato secco: "Non voglio commentare. E' qualcosa di irritante, per usare un eufemismo".

La ministra degli Esteri Annalena Baerbock, esponente dei Verdi, si è detta "rammaricata" per il fatto che Kiev "non abbia voluto" Steinmeier, sostenendo di aver parlato con il presidente di questa missione, assicurando che "avesse senso". Rolf Mutzenich, capogruppo dell'Spd al Bundestag, ha affermato che il 'no' al presidente "non fa giustizia agli stretti e crescenti legami tra i nostri due Paesi". E ha messo in guardia Kiev perché eviti "indebite interferenze nella politica interna del nostro Paese"-

Duro anche Wolfgang Kubicki, numero due del Partito liberale (Fdp), secondo cui il comportamento di Kiev avrà conseguenze anche sul rapporto tra Scholz e le autorità ucraine: "Non posso immaginare che un cancelliere di un governo di cui fa parte l'Fdp vada in un Paese che ha dichiarato il nostro capo dello Stato persona non grata". E il leader della Cdu Friedrich Merz ha denunciato "l'affronto diplomatico".

La nuova crisi diplomatica tra Kiev e Berlino arriva dopo le tensioni delle settimane scorse quando l'Ucraina non aveva nascosto la sua delusione per il contributo promesso dalla Germania di soli cinquemila elmetti nei giorni precedenti l'invasione russa. Delusione in parte rientrata con dopo l'impegno preso da Berlino di inviare anche armi pesanti per sostenere la resistenza ucraina, mentre resta quella per il no all'embargo sul gas e petrolio.

Ieri, parlando della visita dei presidenti, le autorità ucraine avevano fatto sapere di "non aver voluto" Steinmeier a Kiev e di preferire invece Scholz. Il presidente, ex ministro degli Esteri, è ritenuto troppo vicino alla Russia ed in particolare al capo della diplomazia di Mosca, Sergei Lavrov. Sulla vicenda, confermando la 'preferenza' per Scholz, ha parlato oggi da Kiev con la tv tedesca Ard il consigliere di Volodymyr Zelensky, Oleksiy Arestovych: "Il nostro presidente aspetta una visita del cancelliere, in modo che possa prendere decisioni concrete immediate, tra cui quelle sulla consegna di armi all'Ucraina".

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