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Guerra Ucraina-Russia, Turchia: "Intesa in negoziati su alcuni punti"

29 marzo 2022 | 07.35
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Il ministro degli Esteri turco, Cavusoglu: "Sono stati raggiunti un consenso e un'intesa comune su alcune questioni". Consigliere Zelensky: "Bene ritorno alla questione Crimea nei negoziati'"

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(Foto Fotogramma)

"Sono stati raggiunti un consenso e un'intesa comune su alcune questioni". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, commentando l'esito dei negoziati tra Russia e Ucraina a Istanbul per porre fine alla guerra. "Come abbiamo sempre sottolineato, le questioni più importanti sono il cessate il fuoco ed aprire la strada a una pace duratura", ha aggiunto.

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I colloqui, nel 34esimo giorni di conflitto, sono andati in scena nel Palazzo Dolmabache. L'incontro è stato preceduto da un intervento del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan: ciascuna delle delegazioni ha incontrato la parte turca prima dell'inizio dei colloqui.

Ai colloqui presente anche il miliardario russo Roman Abramovich, come dimostrano le foto. Uno scatto in particolare ritrae Abramovich - all'indomani della notizia sul suo presunto avvelenamento - in un colloquio con Erdogan.

I termini della possibile neutralità dell'Ucraina sono stati discussi durante i negoziati in corso a Istanbul. Lo ha dichiarato all'agenzia Interfax una fonte a conoscenza dei colloqui. "Le parti hanno avviato negoziati a livello di capi delegazione. In particolare, è stata sollevata la questione delle condizioni per un possibile status neutrale dell'Ucraina", ha affermato la fonte.

Erdogan

"I progressi nei colloqui di pace tra le delegazioni ucraina e russa in Turchia potrebbero aprire la strada a un incontro a livello di leader", ha dichiarato Erdogan, prima dell'inizio dei colloqui. "Su tutte le piattaforme internazionali abbiamo mostrato un approccio equo che difende i diritti e le sensibilità di entrambe le parti", ha aggiunto.

Le "preoccupazioni" di Russia e Ucraina sono "legittime", ha quindi dichiarato il presidente turco per il quale il proseguimento delle ostilità tra Russia e Ucraina "non è nell'interesse di nessuno".

Nel suo breve discorso, riporta l'agenzia Anadolu, Erdogan ha insistito sulla necessità di raggiungere un accordo sul cessate il fuoco, base per una pace duratura. Il leader turco ha evidenziato in particolare la posizione del suo Paese, che mantiene buoni rapporti con i due belligeranti. "Gli scontri ci rammaricano profondamente", ha sostenuto, ricordando che Ucraina e Russia sono due paesi "amici".

"Crediamo che non ci siano perdenti in una pace giusta", ha detto ancora, citato dall'agenzia Anadolu. "Ci auguriamo che gli incontri siano utili sia per i Paesi che per la regione poiché la Turchia è profondamente preoccupata per il conflitto", ha aggiunto Erdogan, che ha quindi definito "amici preziosi" i leader di Ucraina e Russia, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin.

''E' nell'interesse di tutti arrivare a un cessate il fuoco e alla pace il prima possibile. Crediamo che siamo entrati in un periodo nel quale sia necessario ottenere risultati concreti dai negoziati'', ha scritto poi su Twitter Erdogan aggiungendo: ''E' possibile arrivare a una soluzione che elimina le preoccupazioni legittime delle due parti e che sia accettata come credibile dalla comunità internazionale'', ha detto Erdogan.

''Un conflitto prolungato non è nell'interesse di nessuno'', mentre ''con una pace giusta non ci saranno perdenti'', ha aggiunto in un altro tweet. ''Come Turchia, non abbiamo mai evitato di impegnarci per la pace e la stabilità della nostra regione e altrove'', ha dichiarato, spiegando che Ankara ''continuerà a fornire le condizioni necessarie a favorire'' un accordo tra Kiev e Mosca.

Consigliere Zelensky: "Bene ritorno alla questione Crimea nei negoziati"

"I colloqui bilaterali diretti sulla questione della Crimea e le consultazioni per un periodo di 15 anni sullo status della Crimea sono una proposta rivoluzionaria dal momento che ciò significa, almeno, il ritorno della questione della Crimea all'ordine del giorno dei negoziati. Prima di allora, i russi si rifiutarono categoricamente di farlo. Inoltre, ci consente di preservare le attuali interpretazioni legali della Crimea, poiché per noi la Crimea, ovviamente, fa parte dell'Ucraina. Il rifiuto di una reciproca escalation militare sulla questione della Crimea è la chiave per una fine generale della guerra". Ad affermarlo su Telegram è uno dei membri della delegazione ucraina a Istanbul e consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mikhaylo Podolyak facendo il punto sulla giornata di negoziati a Istanbul.

Istanbul, rileva, "ha permesso di fissare alcune delle posizioni contrattuali più importanti che ha accettato di prendere in esame la Federazione Russa. Il Trattato sulle garanzie di Sicurezza, infatti, presuppone, non in teoria ma in pratica, uno strumento efficace per la tutela del nostro territorio e della nostra sovranità. I paesi leader sono, per così dire, i principali eserciti mondiali, compresi quelli che hanno il nucleare, assumono dei precisi obblighi legali: intervenire in qualsiasi conflitto in Ucraina, forniture immediate di armi. Questo trattato va detto permette anche di avviare una revisione del vecchio modello di sicurezza globale, che nella situazione attuale ha dimostrato di non essere efficace, e bisogna passare a modelli più efficaci. Inoltre, l'Ucraina secondo questo schema riceverebbe garanzie di un ingresso obbligatorio nel mercato unico dell'Unione Europea e come membro a pieno titolo".

Questo, spiega Podolyak, "sarebbe estremamente importante sia in termini di finanziamento di programmi su larga scala e di modernizzazione dell'economia, sia in termini di abolizione delle procedure burocratiche eccessive per quanto riguarda l'adesione all'Ue. Oltre a questo devo dire che la presenza della Russia insieme a Stati Uniti, Gran Bretagna, Turchia, Germania e altri paesi come firmatari dell'accordo multilaterale impone molti oneri aggiuntivi ai russi e ci consente di non passare a un complicato formato bilaterale. Soltanto nei limiti del contratto multilaterale si può evitare inadempimento tradizionale russo per gli obblighi assunti tramite contratti legali".

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