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Orsini a Cartabianca, Rai: "Stop a contratto"

24 marzo 2022 | 12.04
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L'accordo prevedeva un compenso per la presenza del professore

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Stop al contratto tra la Rai e il professor Alessandro Orsini, ospite intervenuto a Cartabianca sul tema della guerra tra Ucraina e Russia (video). "La Direzione di Rai 3, d’intesa con l’Amministratore Delegato della Rai, ha ritenuto opportuno non dar seguito al contratto originato su iniziativa del programma 'Cartabianca' che prevedeva un compenso per la presenza del Professor Alessandro Orsini nella trasmissione", si legge in una nota della Rai.

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La presenza di Orsini in base ad un contratto è diventata nelle ultime ore un caso politico. Orsini è da settimane una presenza costante in tv con le sue opinioni e analisi sulla guerra. Alcune posizioni, come quella espressa a Cartabianca nella puntata del 22 marzo, hanno alimentato discussioni e polemiche.

"Apprendo che il contratto sottoscritto dalla Rai e dal professore Alessandro Orsini sarà interrotto per decisione della direzione di Rai3 senza che io sia stata consultata in merito. Una decisione che limita gravemente il mio ruolo di autrice e di responsabile di Cartabianca per quanto riguarda la questione fondamentale della scelta degli ospiti e di conseguenza dei contenuti sui quali si costruisce la discussione", dice in una nota la conduttrice e autrice di 'Cartabianca', Bianca Berlinguer.

"Aggiungo che non condivido la decisione di escludere una voce certamente rappresentativa di un’opinione presente nella società italiana e tra gli studiosi, in quanto ciò porterebbe a una mortificazione del dibattito che per essere tale deve esprimere la più ampia pluralità di idee. Non è forse questa la missione del servizio pubblico?", conclude Berlinguer.

"La Rai ha in modo opportuno deciso di non procedere con la contrattualizzazione del prof. Orsini. Istituzionalizzare uno spazio con tanto dì compenso, a spese dei cittadini e delle cittadine, per la diffusione di tesi filoputiniane non sarebbe stato adeguato né al ruolo del servizio pubblico né alla gravità del momento", afferma la capogruppo Pd in Commissione dì Vigilanza Rai Valeria Fedeli.

"È fondamentale infatti che la Rai garantisca un’informazione e un’approfondimento sì plurali, ma certo non equidistanti tra chi oggi sostiene le ragioni degli aggrediti e quelle degli aggressori -prosegue Fedeli-. Deve essere netta ed esplicita la contestualizzazione in cui determinate posizioni trovano spazio sul servizio pubblico. Come deve essere sempre valorizzata l’informazione basata su dati e fonti, contrastata ogni forma di disinformazione e garantito un serio contraddittorio tra le opinioni".

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