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Harmont&Blaine debutta sulle passerelle milanesi, al via la fashion week uomo

21 giugno 2014 | 17.12
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Debutto sulle passerelle milanesi per il marchio di moda Harmont&Blaine, che ha presentato la collezione per la primavera-estate 2015. Per quest’anno fuori dal calendario ufficiale di Milano Moda Uomo, ma con l’intenzione di entrarci già a partire dal prossimo anno. L’ispirazione alla base delle collezioni uomo e donna sono i lidi e i mari italiani ‘visti da un gabbiano’. Il lino puro nella sua declinazione più easy-chic, o in mischia per quella più moderna, è la proposta principe dell’estate. I pantaloni sono proposti con tessuti dagli effetti tridimensionali. Protagonista è il pantalone cinque tasche nelle versioni ‘Vietri’, in cui la piastrella di ceramica diviene bottone, e ‘Capri’. Tra le giacche spicca il giubbotto reversibile ‘Sorrento Jacket’, da una parte coloratissimo cotone leggero e antivento, dall’altra più sobrio in piquet grigio. L’outwear in pelle e le giacche sono arricchite dalla doublure con stampa all-over fantasia con microbassotti. La maglieria è caratterizzata da un ampio utilizzo delle righe, da quelle coloratissime degli ombrelloni alle più tenui nei classici toni marina e pastello. Anche gli intarsi richiamano il mare: con onde e medusa. Il lino è declinato su vari modelli e un V neck dipinto a mano per il tema Color Splash. Le polo seguono il mood di collezione richiamando il tema ombrelloni con righe tagliate e composte a puzzle. Le camicie sono leggerissime in lino, in cotone-batista, in cupro o natural stretch elastico, con colori ombrelloni che diventano giochi grafici, spicchi o onde. Tra gli accessori, spiccano i cappelli tipo Panama con dettagli da polsino di camicia. Tra le calzature, l’intramontabile mocassino, proposto in saffiano bianco con accessorio personalizzato smaltato ton sur ton su profilo blu in tinta con il fondo. Ampia la proposta delle sneaker, in versione alta e bassa, che abbinano tre diversi materiali: il tessuto tecnico, il camoscio e la pelle in un gioco di colori che si sposa con le proposte abbigliamento.

Il fondo Clessidra potrebbe entrare nel capitale del marchio di moda Harmont&Blaine, tramite un aumento di capitale, con una quota di minoranza “tra il 30 e il 35%”. A riferirlo è il presidente e amministratore delegato del Bassotto, Domenico Menniti, in occasione della sfilata del marchio a Milano, dopo che il vice presidente esecutivo del fondo, Francesco Trapani, aveva confermato l’ingresso dando come termine la fine dell’estate. Termine confermato anche dall’ad della maison napoletana che sottolinea che “non dovrebbero emergere fattori ostativi per confermare il timing”. “L’operazione è in corso -sottolinea l’ad - è un’operazione di minoranza non consueta per Clessidra”. L’obiettivo, rimarca Menniti, “è quello della quotazione in borsa, entro il 2018 massimo. Io ragiono sempre sul 2017 perchè la forza di quello che stiamo per fare ci porterà a dei numeri importanti”.La quotazione, che avverrà probabilmente sul segmento Star, sottolinea l’ad, arriverà nel momento in cui l’azienda avrà “raggiunto un ebidta interessante. Oggi siamo attorno al 18% di margine, puntiamo per quella data ad avere qualcosa di più consistente”. L’obiettivo, per Menniti, è “un fatturato che sfiorerà i 200 milioni di euro, da qui al 2017”. Intanto, per il 2014, il Bassotto punta a chiudere l’anno con “oltre 100 milioni di euro di fatturato”.

Stroili lancia un premio dedicato alle nuove generazioni di fashion designer. ‘Stroili Loves Fashion’ nasce come un’iniziativa di scouting per valorizzare la giovane creatività italiana, attraverso un sostegno economico e strumenti comunicativi. Il premio promosso dalla maison, alla sua prima edizione, sosterrà il designer, selezionato dal team creativo Stroili, per presentare la sua collezione durante la Fashion Week di Milano. Lo stesso avrà la possibilità di collaborare con Stroili nella creazione di una speciale capsule collection che sarà presentata al grande pubblico nelle boutique monomarca del brand. “Il nostro intento principale è proprio quello di dare un reale sostegno ai giovani fashion designer investendo nel loro futuro, con l’obiettivo d’incentivare l’innovazione e il ricambio generazionale”, ha commentato Maurizio Merenda, amministratore delegato di Stroili.

Colore, energia e tantissime righe: sono questi gli ingredienti della collezione Gallo Primavera-Estate 2015 dedicata ai più piccoli. L’azienda per le bambine, con l’inconfondibile motivo millerighe propone il romantico vestito a palloncino in cotone multicolor e il cappellino in coordinato, con rosellina applicata. Righe dalle tinte sorbetto - bianco latte, fragola, verde menta, anice e lampone - si rincorrono e creano un arcobaleno di colori allegri e bon ton. Per i maschi abbinamenti vari con la grintosa felpa in cotone multicolor con tasche e polsini blu notte e le divertenti e coloratissime calze dedicate a cagnolini, pesciolini stilizzati che ricordano subito il mare e le vacanze. Tra i motivi anche la Vespa anni ‘50.

L’86esima edizione di Pitti Immagine Uomo si chiude con un aumento del 5% dei compratori, che hanno superato quota 19mila e in particolare +8% dei buyer italiani. I dati sono stati diffusi dagli organizzatori in occasione dell’ultima giornata della kermesse fiorentina. Questa edizione di Pitti Uomo, coincidente con il programma speciale Firenze Hometown of Fashion, celebrazione dei 60 anni dalla nascita del Centro di Firenze per la Moda Italiana, sta dunque per chiudere con numeri in crescita e, segnalano da Pitti Immagine, “feedback molto positivi, sulla qualità delle presenze e sulla proposta di moda uomo per la prossima stagione”. “Ancora una volta i top buyer internazionali premiano le caratteristiche speciali di Pitti Immagine Uomo - dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine - selezione, qualità, internazionalità, completezza e segmentazione attenta delle proposte, capacità di rappresentare l’intero universo dell’eleganza e della moda maschile, valorizzazione del made in Italy, promozione dei brand e dei designer più giovani e creativi. E poi un calendario di eventi mai così ricco, vario e interessante, nei giudizi unanimi del pubblico di addetti ai lavori. Un’edizione straordinaria del salone che ha coronato un anniversario importante, per la moda italiana e per Firenze”. La classifica delle presenze internazionali conferma in testa il Giappone, seguito da Germania, Spagna, Gran Bretagna, Olanda, Francia, Cina, Turchia, Stati Uniti, Svizzera, Belgio, Corea del Sud, Austria e Russia. Accanto a questi i mercati emergenti o di nicchia del Sud Est asiatico, del Middle East, delle repubbliche asiatiche centrali, dell’Est e del Nord Europa, l’India, il Sudafrica e altri paesi africani, il Brasile, l’Australia, il Canada, il Messico e altri ancora.

Le bambole saranno le protagoniste di ‘Wall of Dolls’ una iniziativa organizzata da Jo Squillo e patrocinata dal Comune di Milano, per sostenere la lotta contro la violenza sulle donne. Si tratta di una serie di modelli realizzati ad hoc da stilisti, artisti, celebrities e associazioni onlus che verranno posizionati su un muro, a simboleggiare il muro da abbattere per non restare indifferenti di fronte al fenomeno della violenza sulle donne. L’installazione verrà inaugurata oggi all’interno del Centro Culturale di via Edmondo de Amicis di Milano, dove resterà esposta per tutta la durata dell’Expo di Milano 2015. Sarà inoltre aperta ai contributi dei cittadini, che potranno partecipare portando la propria bambola. Wall of Dolls sarà al centro di un tour che toccherà diverse città italiane ed europee.

Ernestomeda ha inaugurato questa settimana il nuovo flagship store di Taipei. Lo showroom, collocato nel Neihu district, si estende su 220 metri quadri e ospita al suo interno alcuni dei modelli più rappresentativi del brand: due composizioni di Icon, design Giuseppe Bavuso, oltre alla cucina Barrique, design Rodolfo Dordoni, Carré, design Marc Sadler, e One, sviluppata da R&D Ernestomeda. L’opening del monomarca a Taipei “si inquadra nel percorso di crescita internazionale dell’azienda, già presente nel sud-est asiatico con flagship store a Hong Kong e Singapore” si legge in una nota.

Danese riedita oggetti iconici firmati dal maestro Enzo Mari, tra quelli che hanno segnato la storia del design italiano, interpretazioni attuali di prodotti di uso quotidiano, come Kerguelen e le stampe della ‘Serie della Natura’. Kerguelen è un totem multifunzionale, che racchiude in un unico elemento più contenitori e supporti con grande libertà di interpretazione. E’ uno dei progetti simbolo della produzione Danese, ed è il primo elemento che segna per dimensioni e funzionalità l’ingresso della produzione Danese nel settore del mobile con uno spirito innovativo. Kerguelen rappresenta uno dei punti di arrivo della ricerca progettuale, lungamente sviluppata da Enzo Mari, verso interventi semplici su forme semplici, tagli e forature su volumi primari come il cilindro. Mari affronta con Kerguelen, nel 1968, la sfida dell’uso della plastica per un prodotto autenticamente industriale nei materiali e nelle tecnologie. La riedizione 2014 mantiene la funzionalità dell’oggetto, adattando le dimensioni alla tecnologia e ai materiali attuali: è ricavato dal taglio di un estruso industriale di alluminio, materiale durevole, riciclato e riciclabile, attualmente più in linea con valori di responsabilità ambientale. Questa soluzione lo rende più contemporaneo anche nella riduzione del diametro che, attuata per ragioni produttive, si rivela in linea con le esigenze di oggi, dove la forma degli oggetti è ridotta all’essenziale.

Piquadro archivia l’esercizio al 31 marzo 2014 con un utile consolidato che registra un aumento dell’8,4% a 3,51 milioni di euro. Il fatturato si attesta a 63,05 milioni di euro, segnando un progresso del 12,1%. L’Ebitda è pari a 8,91 mln (14,1% del fatturato e + 12% rispetto ai 7,96 mln dell’anno precedente. Il board che ha approvato il bilancio ha proposto un dividendo di 0,02 euro per azione. In particolare, per quanto riguarda le vendite, migliora il canale wholesale, soprattutto in Europa, e il canale Dos, per effetto, si legge in una nota, delle nuove aperture in Italia e all’estero, soprattutto dell’incremento generato dall’e-commerce. Dal punto di vista geografico i ricavi del gruppo evidenziano un incremento del 9,1% delle vendite sul mercato italiano che assorbe ancora una percentuale importante del fatturato totale del gruppo pari al 72,2%. Nel mercato europeo la crescita è stata del 25,5% rispetto al 2012/2013 con un fatturato di 12,7 mln. La posizione finanziaria netta è negativa per 10,2 milioni di euro.

La maison biellese Barbisio ha presentato a Pitti la nuova collezione Primavera/Estate 2015 che si ispira alla terra campana e rende omaggio ai personaggi che l’hanno vissuta come Pablo Neruda e Totò. Le tinture sono naturali e si declinano dal celeste al blu intenso, dal giallo limone al corallo. I materiali vanno dalle paglie dei classici Panama e Montecristi al tessuto, come lino e fibra di banano. Barbisio torna a Firenze con tante novità, fra cui un nuovo stand, non più al Piano Attico ma al Piano Inferiore, che ricrea la piazzetta di Capri con le classiche sedie in vimini e i tavoli rotondi. La maison, come nella precedente collezione, prosegue il ‘botanic project’, suo brevetto, e realizza un cappello ecosostenibile fatto di tinte 100% vegetali. Fiori, foglie, bacche e radici, sapientemente lavorati e mescolati che rendono il capo un pezzo unico. Quattro sono i colori estratti da piante provenienti da tutto il mondo: il ruggine, dal catecù, tannino estratto dalla corteccia degli alberi di acacia; il marrone, dall’ematina, pigmento colorante di corteccia di un albero del Brasile; il rosso, dalla robbia, radice europea; l’azzurro, dall’indaco. I colori dominanti della nuova collezione sono il celeste, le cui gradazioni rievocano i riflessi della luce nella Grotta Azzurra, considerata la piscina dell’Imperatore Tiberio, il giallo, acceso e brillante come i limoni di Sorrento, e il bruciato dei Faraglioni. I materiali selezionati variano dalla paglia Parasisol al leggero Bao, ultraleggera e laboriosamente intrecciata, per poi salire al Panama Briza o Quito, più grezza e con intreccio visibile, fino al più pregiato Montecristi. Capsule in tessuto di cotone o lino, ma anche in fibra di banano e viscosa, arricchiscono la briosa collezione. Barbisio non tralascia l’aspetto scaramantico del popolo partenopeo e arricchisce tutti i suoi capi con un rametto di corallo rosso contro, come si suol dire, il malocchio. Ogni modello porta il nome di una località della Costiera (Sorrento, Maiori, Minori) o dei personaggi che vi hanno abitato per brevi o lunghi periodi come Neruda, o la coppia di attori Antonio De Curtis - Peppino De Filippo.

Un Pitti all’insegna del rock quello che ha visto protagonista il Frank, l’anfibio icona di O.X.S., che presentato da due ospiti d’eccezione, i cantanti Piero Pelù e Fedez. Il rocker, reduce dal successo del programma The Voice of Italy, e il rapper, il nuovo volto della musica italiana, allo spazio di O.X.S. accompagnati da Giacomo Voli, il giovane cantante del team Pelù classificatosi al secondo posto del contest canoro. Il Frank di O.X.S. dopo aver calcato i palchi con le maggiori rockstar internazionali - da Bono Vox a Jon Bon Jovi a Ligabue - rinnova ancora una volta il suo legame con il mondo della musica.

Twin-Set lancia la nuova collezione neonato. Per la prossima primavera-estate 2015, Simona Barbieri, anima creativa del brand, ha realizzato una linea total look con maglieria, moda mare, body, calze, cappellini, asciugamani, accessori e scarpe, portaciuccio, portabiberon e set regalo per bimbe dai 3 ai 24 mesi. Caratterizzata da sfumature tenui che vanno dallo chantilly all’off white, la palette cromatica combina toni pastello fra loro giocando su contrasti leggeri che trovano espressione nei plissé stampati e nei ricami. Pagliaccetti, bavaglini, babbucce e scarpette rievocano atmosfere antiche reinterpretate in chiave contemporanea. Masterpiece della collezione, l’abito lungo in pura seta arricchito da organza e pizzi. Per il guardaroba quotidiano felpe, jeans, micro vichy, t-shirt e tricot hanno sfumature dal bianco al pesca, fino ai toni sorbetto abbinati a delicate micro fantasie floreali. L’iconica tutina in cotone rosa ha il logo ‘Twin-Set’ a cuore al centro. Completa la collezione la ‘Mummy Bag’, caratterizzata da smerli e borchiette.

E’ il global store di Milano a ospitare per primo la nuova Couture room, uno spazio progettato dall’architetto Peter Marino che ospiterà la collezione Ermenegildo Zegna Couture disegnata da Stefano Pilati. Successivamente verrà allestita nei negozi di Osaka a fine luglio e in altre città del mondo. Per il suo allestimento materiali caratterizzati da una palette di colori in diverse sfumature di avorio, come il legno unghiato, unito al bronzo antico e a metalli scuri. La Couture room è arredata da tappeti in lana e seta fatti a mano, insieme a poltrone di Tobia Scarpa e Osvaldo Borsani.

John Varvatos ha inaugurato una nuova boutique a Miami, nei Bal Harbour Shops al 9700 di Collins Avenue, destinazione dello shopping di lusso nel sud della Florida. Lo store, il secondo nell’area urbana di Miami, si aggiunge alla lista di punti vendita Varvatos nel mondo, 16 attualmente. “Ho trascorso molto tempo a Miami nel corso degli anni e sono sempre stato attratto dalla bellezza e dal carattere multi-culturale dei suoi luoghi. Miami è uno dei massimi centri artistici e culturali degli States e lo store di Bal Harbour rappresenta un contributo importante per la nostra lista crescente di boutique nel mondo”, ha commentato Varvatos.Ispirato agli appartamenti dell’uptown newyorchese con pavimenti in quercia bianca a spina di pesce e raffinate cornici decorative al soffitto, pareti bianche con mattoni e vecchi elementi strutturali a vista, armadi a muro personalizzati e 14 pannelli a specchio in bronzo al soffitto, lo store incarna lo spirito da rocker e gentleman dell’uomo Varvatos. I tappeti sbiancati fatti a mano creano spazi intimi regalando al cliente un’atmosfera accattivante e confortevole. Guidato dalla sua passione per l’artigianato, John ha coinvolto un fabbro locale per la realizzazione dei vari elementi in ferro forgiati a mano che arredano gli spazi, dalle rifiniture ai tavolini. Con il suo eclettico miscuglio di pezzi moderni e antichi di provenienza internazionale, come la vetrinetta italiana anni ‘50 o il grande divano in pelle disegnato da Varvatos, lo spazio rispecchia perfettamente l’estetica uptown di Varvatos.

Nuove aperture internazionali per List Fashion Group che dopo le inaugurazioni in Italia, a Nola e Pompei, a marzo ha aperto il secondo punto vendita a Baku, prima tappa all’estero di quest’anno, cui seguiranno nei prossimi mesi Kuwait City, Malta, Sofia e Guatemala City. “È molto interessante scoprire e avere nuovi mercati di riferimento - raccontano Ruben Dell’Ariccia e Giulio Moscati, rispettivamente presidente e amministratore delegato - perché si tratta di nuove sfide da vincere. Per noi in particolare - spiegano - rappresenta la risposta concreta al cammino che abbiamo intrapreso: ovvero trasferire all’estero la nostra esperienza come azienda made in Italy”.

Un mercato in costante crescita quello del middle east in particolare rispetto ai beni di lusso: secondo la stima di Altagamma, il 2014 vedrà un trend di crescita dei consumi del 10-15% a partire da un 2013 che dovrebbe chiudersi con circa tre miliardi di euro spesi sia localmente sia in acquisti in giro per il mondo di prodotti di lusso. Lo evidenzia Armando Branchini vicepresidente della Fondazione Altagamma, a margine della presentazione a Milano del White Paper, una ricerca condotta dal Gruppo Chalhoub, top retailer basato a Dubai. “Un mercato, quello del Golfo, che continua a rappresentare quasi di più del 3% a livello mondiale; qui - sottolinea Branchini - l’Italia ha la stessa quota di mercato delle imprese francesi per quanto riguarda i beni per la persona, ma in più l’Italia esporta sempre più annualmente automobili, mobili e accessori di arredamento di altagamma, barche e yachts. Per questo è estremamente interessante. La mia stima è che nel 2013 quello che i consumatori del Golfo hanno comperato localmente e hanno speso in Italia ed Europa assomma a 3mld di euro. Una cifra importante che continuerà nei prossimi anni”. Un’area, quella del Golfo che continua ad attrarre turisti che diventano consumatori del lusso italiano e occidentale. Si tratta, ultimamente, soprattutto di cinesi e di asiatici in genere: “l’aspetto interessante - fa notare Branchini - è che i turisti comperano cose che possono essere indossate e riposte in valigia. Il mercato locale continuerà a comperare cose che si indossano, ma sempre più cose che si mettono nella casa, ma anche barche, auto ed elicotteri”. Su questa scia “riteniamo una possibilità di crescita tra il 10 e il 15% anche nel 2014” conclude Branchini. In media gli abitanti della regione del Golfo - emerge dalla ricerca condotta dal Gruppo Chalhoub, top retailer con sede a Dubai (10mila dipendenti su 14 paesi e oltre 550 punti vendita al dettaglio gestiti) - tendono a spendere circa 2.400 dollari al mese per prodotti e servizi di bellezza, moda e regali, con un 42% di persone che rinnovano il proprio guardaroba fino a due volte al mese con le ultime novità e tendenze del lusso . ‘I consumatori del lusso nella regione del Golfo: un mondo a sé?’ il titolo del rapporto, realizzato dalla divisione Strategia e Innovazione del Gruppo, che mette in evidenza come la regione del Golfo si configura come un mercato strategico per i grandi brand italiani del lusso, così come per tutti i player del settore in generale. Secondo le previsioni del Fmi, il prossimo anno la regione del Ccg vedrà il proprio Pil crescere del 4,4%, a fronte di un Pil pro capite che si colloca sempre ai livelli più alti del mondo. I Paesi del Golfo, si sottolinea, si stanno ritagliando un posto nel mondo e aspirano ad emergere anche nel panorama internazionale della moda e del lusso non solo come consumatori, ma anche ospitando sfilate ed eventi alla pari di città come Milano, Parigi, Londra e New York. “Come emerge dal nostro report, per tenere il passo con le abitudini dei consumatori della regione del Golfo e anticipare i loro desideri e aspirazioni, i marchi del lusso dovranno attingere al tessuto sociale. È quest’ultimo a definire con precisione l’esperienza d’acquisto attesa, così come l’innovazione nel design del prodotto” commenta Patrick Chalhoub, Co-Ceo Chalhoub Group.

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