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Raid di Gb e Francia contro l'Is, Renzi: "L'Italia non parteciperà"

07 settembre 2015 | 11.35
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Francois Hollande e David Cameron (Infophoto) - INFOPHOTO

"L'Italia non partecipa ad iniziative come quelle che hanno annunciato di voler studiare Francia e Inghilterra, occorre che la comunità internazionale abbia un progetto di lungo termine, le iniziative spot non servono". Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Porta a Porta a proposito dei raid in Siria contro l'Is.

GRAN BRETAGNA - Primi raid aerei dell'aviazione britannica contro l'Is. A rivelarlo è stato il premier britannico David Cameron, in un intervento davanti alla Camera dei comuni, precisando che nell'operazione condotta da un drone a fine agosto sono stati uccisi tre militanti dello Stato islamico. "Oggi posso dire davanti a questa Camera che il britannico Reyaad Kahn è stato ucciso in un raid meticolosamente preparato e condotto da un drone della Royal air force il 21 agosto, mentre si trovava a bordo di un veicolo nella regione di Raqqa", ha detto Cameron.

Il premier ha poi rivelato che altri due membri dell'Is, di cui un altro britannico del quale non ha reso noto l'identità, sono stati uccisi nello stesso attacco aereo. "Noi abbiamo condotto questa operazione perché non avevamo altra scelta possibile", ha sostenuto Cameron, secondo il quale i militanti uccisi avevano organizzato attacchi contro la Gran Bretagna. Il primo ministro ha poi tenuto a precisare che il raid del 21 agosto scorso, definito una misura di "autodifesa" legale, non rientra nelle operazioni della coalizione internazionale contro l'Is. Finora la Raf aveva condotto raid solo in Iraq

FRANCIA - Nelle prossime ore si metterà in moto la macchina militare francese. "Ho chiesto al ministro della Difesa che domani siano organizzati voli di ricognizione sulla Siria per permettere raid contro l'Is", ha annunciato il presidente francese Francois Hollande in una conferenza stampa a Parigi.

Hollande ha anche insistito sul fatto che il presidente siriano Bashar al-Assad "deve andarsene, la soluzione non passa attraverso di lui". Per il presidente francese, il leader siriano si faccia da parte, se si vuole mettere fine, dopo oltre quattro anni e 240mila morti, alla crisi siriana. "E' lui il responsabile della situazione in Siria, è lui che bombarda il suo popolo - ha ricordato Hollande - che bombarda i civili, che ha utilizzato le armi chimiche. Noi l'abbiamo sempre detto, non è possibile che Assad resti". E questa posizione, ha detto ancora Hollande, "la vogliamo condividere con la Russia e l'Iran", perché "la soluzione non passa attraverso Bashar al-Assad, deve andarsene".

"Quando sento qualcuno dire che 'è il meno peggio'...è sempre la stessa storia con i dittatori: come volete che un siriano che ha visto la sua famiglia massacrata possa tornare al tavolo del negoziato con Assad?", ha proseguito Hollande nella sua accusa contro i crimini del regime di Damasco. Quindi, parlando della posizione di Mosca, il presidente francese ha ricordato che, certo, "la Russia è un alleato del regime siriano, ma questo non vuol dire che sia un alleato incrollabile di Assad, anche la Russia vuole trovare una soluzione".

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