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Hong Kong, si allarga la rivolta contro la Cina. Pechino: "Proteste illegali"

28 settembre 2014 | 15.08
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Migliaia di studenti in piazza per la democrazia. La polizia utilizza gas lacrimogeni e idranti contro i manifestanti. Settantaquattro le persone arrestate, fra cui il leader storico, Joshua Wong

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(Xinhua)

Non si placano le proteste contro la Cina a Hong Kong. La polizia ha usato gas urticanti, lacrimogeni e idranti contro i manifestanti che si sono riuniti prima attorno al palazzo del governo, poi nel parco Tamar. Altri attivisti hanno bloccato le strade del centro, anche nel quartiere della finanza. Poco prima il governatore CY Leung aveva definito le proteste "illegali" e sollecitato la gente a non parteciparvi.

Uno dei leader del movimento Benny Tai ha formalizzato il "fallimento" nell'attuare riforme politiche da parte del 'chief executive' a cui si chiede ore un nuovo rapporto che "rifletta in modo adeguato le richieste per la democrazia" della gente di Hong Kong. "Se non risponderà ci sarà una escalation delle nostre azioni di protesta", ha affermato. La protesta degli studenti a cui si è affiancato il movimento Occupy Central è iniziata dopo che il governo cinese ha annunciato che la lista dei candidati alle elezioni avrebbe dovuto essere prima validata da una apposita commissione. Dall'inizio della protesta lunedì sono rimaste ferite almeno trentaquattro persone, fra cui quattro agenti di polizia e undici dipendenti del governo. Sono settantaquattro le persone arrestate, fra cui il leader storico della protesta, il giovane Joshua Wong.

Pechino "offre deciso sostegno" all'Amministrazione di Hong Kong nei suoi sforzi di mantenere la stabilità sociale e come anche il governatore, difende la legittimità "intoccabile" delle regole elettorali varate a fine agosto per il suffragio universale alle elezioni del 2017 in cui una commissione "con ampia rappresentanza" nominerà i candidati, un sistema teso "a salvaguardare la sovranità nazionale della Cina, la sicurezza e lo sviluppo così come la stabilità a lungo termine e la prosperità di Hong Kong".

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