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Università: per Humanitas entro 2017 nuovo campus con Simulation center

24 novembre 2015 | 17.41
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Il futuro campus

Al momento è un'immensa distesa di terra dove i camion sono già al lavoro, a pochi passi dall'Istituto clinico Humanitas, a cavallo fra Rozzano e Pieve Emanuele. Ma entro il 2017 diventerà il cuore pulsante dell'ateneo privato dedicato alle Life Sciences Humanitas University, voluto dall'imprenditore Gianfelice Rocca. E' in quest'area infatti che si materializzerà un nuovo campus di oltre 20 mila metri quadrati, immerso nel verde del Parco Sud Milano, pronto ad ospitare per l'anno accademico 2017-2018 gli studenti dell'ateneo che per allora saranno arrivati a quota mille.

I rendering, presentati oggi alla presenza fra gli altri del ministro dell'Istruzione, università e ricerca Stefania Giannini, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2015-2016 - il secondo di Humanitas University, nata nel 2014 - raccontano di una realtà hi-tech che offrirà aule e laboratori, servizi per gli studenti (dal residence agli spazi per lo studio, fino alle aree dedicate alla pratica sportiva), ma non solo. Nel campus verrà inaugurato anche un Simulation center di ultima generazione, al quale saranno dedicati circa mille metri quadrati dell'area. Una sorta di 'palestra virtuale' per gli aspiranti camici bianchi che qui potranno svolgere le esercitazioni pratiche di supporto alla teoria. Nel Simulation center ci saranno 4 sale operatorie, 3 regie multimediali, 2 ambulatori, una sala per le emergenze, 4 sale per i clinical e surgical skills, un'aula microscopi, un wet lab dove si potranno simulare esperimenti.

Alle spalle dell'attuale Centro di ricerca e didattica, spiega Rocca, presidente di Humanitas, "si vedono già i movimenti di terra. Il campus nascerà fra 18 mesi e il Simulation center sarà uno dei più grandi a livello europeo. Qui si impara simulando ed è la nuova frontiera per i nostri studenti. Abbiamo anche 2 Nobel che insegnano. Questa realtà è già un fatto unico a livello italiano, e potenzialmente una delle migliori università europee". Per il campus l'investimento si aggira sui 70 milioni di euro. Ma, aggiunge Rocca, "abbiamo avuto per la prima volta in Italia una donazione privata di oltre 20 milioni di dollari che ci ha aiutato ed è la dimostrazione che quando si realizzano progetti di eccellenza che ci proiettano nel mondo si riesce anche a trovare dei fondi".

Per il ministro Giannini "c'è un modello Humanitas", che è anche "una formula vincente di collaborazione pubblico-privato che nel nostro Paese è ancora timida in generale e che invece dobbiamo incentivare". Un esempio da promuovere "p er il suo successo e per gli elementi di replicabilità: un forte e spiccato tasso di internazionalizzazione, che non significa solo studenti stranieri, ma vuol dire ricercatori, docenti e cooperazione strutturata con altri centri di ricerca analoghi nel mondo".

"Il grosso della ricerca di base - sottolinea Giannini - normalmente ha un finanziamento pubblico non solo in Italia, ma nell'Unione europea e in altri Paesi internazionali che investono sempre di più in questo settore. Il ruolo del privato è fondamentale e sempre più lo sarà, anche in settori strategici come quello della salute".

Humanitas University, continua il ministro, "è finanziata con strumenti privatistici. Ma normalmente per le università italiane c'è una preponderanza di fondi pubblici. E noi dobbiamo stimolare una maggiore integrazione della collaborazione pubblico-privato, soprattutto nel sistema della ricerca. C'è infatti una timidezza del sistema imprenditoriale nell'investimento in ricerca. Le misure sul credito d'imposta ci hanno fatto fare passi avanti, ma ancora non è abbastanza".

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