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'I due gemelli veneziani' diretto da Malosti in streaming dal Goldoni di Venezia

30 novembre 2020 | 14.01
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Venezia, 30 nov. (Adnkronos)

In un momento in cui la scena è sospesa e il ruolo dell’attore può apparire immobile agli occhi del pubblico che aspetta da casa di poter tornare di nuovo a teatro, Valter Malosti dirige sul palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia, in prima nazionale, 'I due gemelli veneziani' di Carlo Goldoni, disponibile in streaming il 13 dicembre a partire dalle 19.00 su Backstage, la piattaforma digitale e gratuita del Teatro Stabile del Veneto.

In contemporanea nelle librerie è in uscita in queste settimane il volume dall’edizione critica del testo nell’Edizione nazionale delle Opere di Goldoni edita da Marsilio.

Lo spettacolo è una nuova coproduzione firmata da Teatro Stabile del Veneto, Tpe - Teatro Piemonte Europa (di cui Malosti è direttore dal 2018) e Teatro Metastasio di Prato. Fra gli interpreti Marco Foschi nel doppio ruolo dei gemelli Zanetto e Tonino, Danilo Nigrelli (Pancrazio), Marco Manchisi (Arlecchino / Pulcinella) e Irene Petris (Beatrice). Scene e luci sono di Nicola Bovey, il progetto sonoro è di G.U.P. Alcaro e i costumi di Gianluca Sbicca.

'I due gemelli veneziani' rappresenta il primo incontro di Malosti con Carlo Goldoni, in quello che il regista definisce "un lavoro a ritroso attraverso gli autori fondamentali nella costruzione di una lingua italiana per la scena", ovvero Giovanni Testori e proseguito con Pier Paolo Pasolini, Carlo Emilio Gadda, Roberto Longhi, Federico Fellini, Patrizia Valduga, Antonio Tarantino, tre anni fa la prima sfida pirandelliana e ora Goldoni.

La commedia goldoniana adattata da Angela Demattè e Valter Malosti sarebbe dovuta andare in scena la primavera scorsa. Rimandata a causa del primo lockdown, era stata riprogrammata per la stagione teatrale 20/21 con debutto previsto per i primi di dicembre sul palcoscenico del teatro veneziano.

Così sarà, anche se con il pubblico connesso da casa, per volontà dei coproduttori di non fermare la macchina teatrale, il lavoro degli attori, del cast artistico e di tutte le maestranze coinvolte (30 lavoratori) che dalla fine di ottobre stanno provando sul palco del Teatro Goldoni di Venezia nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, senza aver registrato mai un caso di contagio tra il personale coinvolto nella produzione.

Una macchina produttiva che assieme ad altri artisti e operatori e al personale del Teatro Stabile del Veneto dallo scorso marzo lavora incessantemente alla produzione di contenuti digitali per il pubblico connesso da casa, alimentando i profili social del Teatro e la piattaforma interattiva e gratuita Backstage, nata durante i mesi di lockdown, con nuovi spettacoli, racconti per bambini, streaming, interviste e tour virtuali.

'I due gemelli veneziani' è un’opera che incarna tutta la forza e la grazia eversiva tipica degli attori della Commedia dell’Arte, in cui la tecnica magistrale si combina con l’improvvisazione, i ruoli multipli, la maschera, l’uso del corpo, il ritmo e la capacità di cambiare innumerevoli registri vocali. Un’abilità rara, che Malosti sollecita negli attori, collocando la sua regia lungo il crinale sottile che separa la tradizione dalla sperimentazione, e restituendo loro la vitalità del palcoscenico, in un periodo in cui il settore dello spettacolo dal vivo è per lo più fermo.

Lo spettacolo è una macchina di divertimento con un intreccio fatto di duelli, amori, fughe, ritrovamenti, in cui svetta l’espediente dei gemelli identici ma opposti caratterialmente. Allo stesso tempo questo testo è anche una farsa nera, eversiva, inquietante, sulla famiglia l’identità, l’amore (anche brutale, violentemente erotico, incestuoso) e la morte e che nelle mani di Valter Malosti svela inedite prospettive e finestre sulla contemporaneità. I personaggi non sanno leggere o tenere a freno le proprie emozioni e i propri sentimenti e questo provoca alternativamente il riso e fa sfiorar loro la tragedia o li fa sprofondare in essa come Zanetto e Pancrazio.

Valter Malosti è stato anima e direttore artistico della compagnia Teatro di Dioniso per quasi trent’anni. Dal 2018 dirige la Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino (Teatro di Rilevante Importanza Culturale). Regista, attore e artista visivo, Malosti conduce un lavoro che guarda alla trasversalità delle arti; sospeso tra tradizione e ricerca. Testi di drammaturgia contemporanea, spesso rappresentati per la prima volta in Italia, si alternano a messe in scena di classici in un continuo e fecondo scambio tra l’ascolto del presente e la memoria delle nostre radici espressive.

I suoi spettacoli hanno ottenuto numerosi premi dalla critica italiana e straniera. Ricordiamo, tra gli altri, il premio internazionale Flaiano per la regia di 'Venere in pelliccia' di David Ives (2017), il premio Ubu per la regia di 'Quattro Atti Profani' di Antonio Tarantino, il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per Shakespeare/Venere e Adone, il premio Hystrio per la regia di 'Giulietta' di Federico Fellini (2004), ripresa nel 2020 per il centenario del regista con l’interpretazione di Roberta Caronia. 'Inverno' di Jon Fosse ha vinto il premio Ubu come miglior testo straniero messo in scena in Italia.

Nel 2019, per il centenario di Primo Levi, Malosti ha ideato e realizzato 'Me, mi conoscete'. Primo Levi a teatro: una co-produzione fra Tpe e due Teatri nazionali (Teatro Stabile di Torino e Teatro di Roma) che includeva fra l’altro la messa in scena de 'I sommersi e i salvati', 'Se questo è un uomo' (nomination ai Premi Ubu 2019 per la regia e il progetto sonoro) e 'Il sistema periodico'.

Nell’autunno 2020 Malosti ha ideato e realizzato assieme al Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale il 'Progetto Testori', con la regìa di 'Cleopatràs' per l’interpretazione di Anna Della Rosa e di Maddalene (da Giotto a Bacon). Malosti ha diretto opere di Nyman, Tutino, Glass, Corghi e Cage, spesso in prima esecuzione, e per il Teatro Regio di Torino 'Le nozze di Figaro' di Mozart.

Come attore ha lavorato per quasi un decennio con Luca Ronconi, e al cinema con Mimmo Calopresti, Franco Battiato e Mario Martone. È stato Manfred (Schumann/Byron), per la direzione d’orchestra di Gianandrea Noseda, prodotto in collaborazione tra Teatro Regio di Torino e il Teatro Stabile di Torino / Teatro Nazionale. Dal 2010 al 2017 ha diretto la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino.

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