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I figli e la fede in Dio: chi era Carlo, ucciso a Little Rock

03 agosto 2017 | 18.59
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Carlo Marigliano (Foto dal profilo Facebook)

L'amore per i figli piccoli e una granitica fede in Dio. Questo quello che raccontano i social di Carlo Marigliano, il 31enne napoletano ucciso a Little Rock, in Arkansas, mentre era solo in vacanza negli Usa in attesa dell'arrivo della famiglia. E proprio la famiglia sembra essere stata al centro della vita del giovane padre nel ritratto che emerge dalla pagina Facebook nei piccoli sprazzi di vita condivisa con gli altri. Per la maggior parte foto dei bimbi, un maschietto di 8 e una femmina di 2 anni, "grandi amori" e "sola ragione per andare avanti", immortalati di anno in anno e di volta in volta insieme a uno o all'altro genitore. E poi le foto della moglie - che sembra gestire il profilo insieme a Carlo -, ritratta insieme ai piccoli, felice nelle uscite in famiglia o impegnata in gruppi di preghiera, preghiere condivise con il marito, che spesso pubblicava passi del Levitico e condivideva video o post degli Evangelici Pentecostali ADI Arpino di Casoria.

Una vita tranquilla, spezzata senza un motivo a migliaia di chilometri di distanza da casa. Una tragedia impensabile e inaccettabile, tanto da portare la moglie a chiedere, nei commenti all'ultimo post da lei pubblicato sulla pagina del marito - "Non pubblicate più niente x favore mio figlio non sa niente e non voglio che veda x ora" - , se forse la polizia americana non abbia compiuto un errore con uno scambio di identità: "Lo so che è un'assurdità ma può essere che si siano sbagliati - dice rispondendo alle condoglianze di un cittadino di Little Rock -...tu sai se l'hanno riconosciuto?".

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