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I fotografi: Renzi è un premier ‘smart’, con lui gli scatti sono più freschi

05 giugno 2014 | 18.16
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Da Barillari a Pizzi, per i professionisti dell’obbiettivo il presidente del Consiglio è giovane ed ha carisma, sta in mezzo alla gente e fa scattare i ‘click’ senza dover stare appollaiati in Aula per cogliere una smorfia o un segno

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Il premier Matteo Renzi (foto Infophoto) - INFOPHOTO

Lontani i tempi dei marmi color marrone e dell'old style dei professori del governo Monti. Con Matteo Renzi a Palazzo Chigi 'si cambia verso' anche per i fotografi politici o di costume, tornati a immortalare scene di governo quotidiane. Il presidente del Consiglio è catturato dagli obiettivi dei professionisti dello scatto mentre cammina armato di cellulare per twittare, mentre indossa jeans e camicia, un modo di porsi 'smart' con tutti. Il segretario del Pd si concede anche brevi passeggiate, sorride e stringe mani. Tutto 'materiale' che fa scattare i click dei fotografi a caccia per strada, senza dover stare appollaiati in Aula per cogliere una smorfia o un segno.

‘The King of Paparazzi’, Rino Barillari - ''Renzi ha carisma ed è giovane. Il suo segreto è il sorriso, è simpatico e ha un'attrazione per le persone'', spiega all'Adnkronos Rino Barillari, 'The King of Paparazzi'. ''Non è stato eletto, ma il premier gode della fiducia dei cittadini. Tutti gli italiani si ricordano la canzone di Mina, 'parole, parole, parole..' sulla bocca dei vecchi politici. E anche quelle foto 'pesanti', troppo ufficiali o da prima comunione. Renzi, invece, fa passare un'immagine di gioventù. E' un pensiero-immagine che passa insieme alle cose che propone. In tanti lo vedono come ultima spiaggia, e se lo fanno lavorare sono tutti più tranquilli''.

''Questo atteggiamento -rimarca 'The King'- lo noto anche nei locali: c'è più tranquillità anche in quelli dove gira il denaro. E poi -fa notare Barillari- Matteo preferisce spesso uscire da solo, lascia aperta la finestra di Palazzo Chigi e pure se sta a un tavolo importante si affaccia a salutare i bambini che lo chiamano dalla piazza''. Insomma, ''è un'altra frequenza. Soprattutto perché è un uomo che alimenta speranza. Da questo punto di vista, la foto migliore è la fiducia che sa dare alla gente. Il sogno sarebbe beccarlo di notte a Tor Bella Monaca, mentre mangia la pizza con i ragazzi. Una foto così mostrerebbe la sua vera anima''.

"La guerra è guerra" ripete con la consueta ironia Barillari. Che nell'obiettivo sogna ha un altro scatto da consegnare alla storia, magari con le lastre di bromuro, come si faceva un tempo: ''La foto del secolo sarebbe Angela Merkel che va a piedi a bussare a Palazzo Chigi, riconoscendo che gli italiani sono gente seria''. Insomma, sottolinea 'The King', ''con Renzi non è proprio la 'Dolce vita', ma una vita dolce e tranquilla per gli italiani''.

L’’artigiano della fotografia’, Umberto Pizzi - ''Anche per i fotografi Renzi è la nuova alba. Non dorata, però, come in Grecia. Ma questo vento nuovo c'è'', dice all'Adnkronos Umberto Pizzi, 'artigiano della fotografia' abituato da una vita a cogliere ogni mossa sul volto di politici e vip che passano davanti alla sua macchina fotografica. ''La fotografia è un prodotto iper-prodotto -spiega- ma nell'era del selfie, non fanno male scatti più umani, anche se istituzionali, di politici vicini alla gente''.

''Con Renzi è più facile -rimarca Pizzi- lui è uno che ci sta. Ha un viso molto movimentato, in certi casi sembra Mr. Bean perché ha un modo particolare di interpretare il suo ruolo''. Il fotografo che ha firmato gli scatti di 'Cafonal' non ha dubbi: ''Va bene così. Speriamo che arrivino soldi anche per i fotografi''.

Il fotoreporter del Palazzo, Daniele Scudieri - ''Con Renzi sono scatti più 'freschi'. Il cambiameno si è avvertito anche per i fotografi'', sottolinea all'Adnkronos Daniele Scudieri, fotoreporter abituato a stanare immagini del Palazzo. ''E' un premier più informale -spiega- questa apertura c'era stata già con Enrico Letta, ma l'ex sindaco di Firenze ha rivoluzionato il modo di fare immagine perché è imprevedibile. Il classico tipo che scappa dalla scorta per buttarsi sulla folla e salutare''.

''Costringe tutti alla corsa -aggiunge Scudieri- ricorda un po' Silvio Berlusconi ma non lo definirei un 'Cavaliere 2.0'. E' invece davvero un nuovo corso, che premia anche il lavoro di immagine fatto da Palazzo Chigi per svecchiare e lanciare messaggi di fiducia. 'Mettendo a fuoco' il discorso dell'informalità -prosegue- l'ho beccato il 2 giugno mentre si toglieva la cravatta sul palco dopo la parata ai Fori Imperiali. Napolitano era appena andato via, e lui si è tolto il nodo, prima di salutare tutti''.

Spesso, fa notare il fotografo che ha i politici 'nel mirino', ''lo cogliamo in jeans, libri e ipad in mano. A volte si fa anche difficoltà a vederlo come segretario di partito. Siamo abituati al vecchio modo, pesante, del custode o del funzionario. Lui, invece,dà la sensazione di fare tutto con naturalezza. E questo -conclude- oltre che sulle pellicole ha un peso notevole anche nelle urne''.

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