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I probiotici volano nello spazio, studio degli effetti su astronauti

26 maggio 2014 | 13.35
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(Adnkronos Salute) - I probiotici vanno in orbita. Studiare l'effetto dei 'fermenti vivi' sul sistema immunitario e sui batteri intestinali degli astronauti, confinati per mesi in condizioni di microgravità, è l'obiettivo di uno studio avviato in aprile da Yakult e dall'Agenzia spaziale giapponese Jaxa. L'accordo di collaborazione punta a esaminare gli effetti del consumo regolare di Lactobacillus casei Shirota sull'organismo degli esploratori dello spazio. I risultati saranno disponibili nel 2020, e secondo i promotori della ricerca potrebbero fornire informazioni utili alla gestione delle conseguenze dello stress - non solo spaziale, ma anche 'terrestre' - sulla salute.

"La prevenzione e il controllo delle infezioni durante i soggiorni prolungati nello spazio è un problema estremamente rilevante - spiega Lorenzo Morelli, direttore dell'Istituto di microbiologia della Facoltà di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell'università Cattolica di Piacenza - Il forte stress a cui sono sottoposti gli astronauti, insieme all'assenza di gravità, porta infatti a un'alterazione dell'equilibrio del microbiota intestinale, con un aumento dei batteri aerobi patogeni che normalmente popolano il nostro intestino ma sono inoffensivi, e una riduzione dei batteri anaerobi buoni che hanno il compito di controllarli e mantenerli sotto il livello di pericolosità. Gli astronauti seguono inoltre una dieta particolare a base di cibi disidratati e sterilizzati, quindi non assumono i microrganismi introdotti ogni giorno con un'alimentazione normale. I probiotici - sottolinea lo specialista - consentono proprio di reintegrare i batteri buoni che aiutano l'organismo a difendersi dalle infezioni e che durante le missioni spaziali non possono essere assunti attraverso gli alimenti".

Per preservare il benessere psicofisico degli astronauti, dall'aprile 2007 la Jaxa ha istituito un Laboratorio di biologia e medicina dello spazio e ha studiato l'utilizzo di alimenti funzionali contenenti probiotici specificatamente sviluppati per le missioni spaziali. Dal canto suo, nel febbraio 2012, Yakult ha preso parte al Kibo Utilization Forum, relativo all'utilizzo del Modulo sperimentale giapponese 'Kibo' presso la Stazione spaziale internazionale, e ha dato vita al Gruppo di ricerca sul miglioramento dell'ambiente intestinale. Lo scopo era appunto quello di studiare l'effetto, nello spazio, dei batteri lattici nel favorire l'equilibrio della flora intestinale.

Dall'alleanza Yakult-Jaxa nasce ora "un progetto di ricerca innovativo che non ha solo lo scopo di migliorare la salute degli astronauti, ma anche di contribuire all'avanzamento della medicina e della scienza della nutrizione, in vista di un'applicazione in ottica preventiva anche sulla popolazione generale", spiega una nota. "Questo studio - conclude Morelli - ci darà un'ulteriore conferma, pur in una situazione estrema, di come lo stress abbia un forte impatto a livello intestinale e di come l'assunzione di probiotici possa essere d'aiuto. I risultati saranno particolarmente interessanti per capire su quali gruppi batterici patogeni i probiotici hanno maggiormente effetto e di come possiamo quindi utilizzarli per sconfiggere le infezioni".

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