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Via libera a ddl Ambiente

19 giugno 2019 | 17.23
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Terminata la riunione a Palazzo Chigi. Approvato ddl CantierAmbiente. Cavo Dragone nominato capo di stato maggiore della Marina

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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

E' stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri, dopo il via libera all'unanimità della Conferenza delle Regioni, il ddl 'Cantiere ambiente' ('Disposizioni per il potenziamento e la velocizzazione degli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia del territorio'). Il provvedimento, voluto fortemente dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa, realizza gli obiettivi indicati nel Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico 'Proteggi Italia', consentendo di spendere i 6,5 miliardi di euro che costituiscono il Piano Marshall contro il dissesto. L'obiettivo del provvedimento, si legge in una nota del ministero dell'Ambiente, è quello "di ridurre la burocrazia, semplificare i passaggi amministrativi, anticipare i fondi per la progettazione, affiancare le regioni, programmare cicli di interventi per la messa in sicurezza del territorio".

Nel dettaglio, il ministero dell'Ambiente anticipa il 30% dei fondi alle regioni per gli interventi programmati, con risorse anche per la progettazione, fino a 135 milioni di euro. Nasce una specifica segreteria tecnica per seguire la realizzazione delle opere e viene istituita una nuova figura professionale: il ''green manager'', dirigente o funzionario che dovrà assicurare l'attuazione delle politiche ambientali con riferimento a piani di mobilità sostenibili, efficientamento energetico nelle pubbliche amministrazioni, riduzione degli imballaggi, raccolta differenziata dei rifiuti.

CAVO DRAGONE ALLA MARINA - Il Cdm, inoltre, su proposta della ministra della Difesa Elisabetta Trenta, ha nominato inoltre il nuovo capo di stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone .

AUTONOMIE - A fine riunione, fonti leghiste hanno spiegato che la prossima settimana si discuterà in Cdm delle autonomie. Le stesse fonti hanno sottolineato poi l'"impegno a tutelare i 15.000 lavoratori Ilva". Sull'autonomia - finita al centro di un braccio di ferro M5S-Lega nel dibattito sul dl crescita - fonti del Movimento hanno tuttavia precisato che il testo approderà in Cdm solo dopo la discussione della riforma in un tavolo politico ad hoc, dove bisognerà sciogliere i nodi ancora sul tappeto.

Durante la riunione la ministra per gli Affari regionali e le autonomie Erika Stefani ha informato il Cdm sullo stato avanzato dell'iter di attuazione dell'art. 116 comma terzo della Costituzione, con riferimento alle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Ha inoltre informato il Consiglio dei ministri dell richieste pervenute dalle regioni Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Campania, il cui iter è ancora in fase iniziale".

TRIA - Il ministro dell'Economia e delle finanze Giovanni Tria, invece, ha informato il Consiglio dei ministri degli andamenti tendenziali di finanza pubblica in conformità a quanto previsto dall'art. 1, commi 1119 e 1120, della legge di bilancio per il 2019. E il Consiglio ha deliberato in merito.

LE ALTRE DELIBERE - Deliberati inoltre il rinnovo per un ulteriore mandato di sei anni dell'incarico di consigliere dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) a Riccardo Cesari e l'avvio della procedura per la nomina di Franco Bettoni a presidente dell'Inail.

Approvati anche cinque regolamenti, da adottarsi con altrettanti decreti del presidente del Consiglio dei ministri, "che introducono norme di modifica all'organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero della giustizia, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello sviluppo economico, compresi gli Uffici di diretta collaborazione dei Ministri e gli Organismi indipendenti di valutazione della performance".

"Le riorganizzazioni approvate - spiega una nota di Palazzo Chigi - mirano a potenziare l'efficienza, contenere la spesa e razionalizzare la governance dei quattro Ministeri coinvolti, eliminando alcune distribuzioni di competenze, il frazionamento di funzioni, la sovrapposizione e la duplicazione di attività e calibrando le dotazioni in termini di uffici e personale sull'entità dei compiti assegnati".

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