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Caso Yara: criminologo Denti, niente 'prova regina' contro Bossetti

26 gennaio 2015 | 21.05
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Man Behind Bars - © Royalty-Free/CORBIS

"Nessuna 'prova regina' contro Massimo Giuseppe Bossetti e ora deve essere scarcerato, con tante scuse da parte di chi, tanti, non hanno risparmiato accuse contro un uomo su cui la presunzione di innocenza è stata dimenticata". Il criminologo investigativo Ezio Denti, parte del pool della difesa di Bossetti e con un'esperienza più che ventennale nel campo delle investigazioni non ha dubbi.

Nella relazione firmata da Carlo Previderè, consulente incaricato della Procura di Bergamo di analizzare i capelli e i peli trovati sul corpo della vittima Yara Gambirasio, l'analisi del Dna mitocondriale di Bossetti non coincide con quella di 'Ignoto 1', ossia con la persona la cui traccia genetica è stata trovata, mista con quella della vittima, sugli slip della 13enne il cui corpo è stato trovato, esattamente tre mesi dopo la scomparsa, in un campo di Chignolo d'Isola. Una svolta a cui non basta replicare, vestendo i panni dell'accusa, che contro Bossetti c'è il Dna nucleare.

Denti, interpellato dall'Adnkronos, fornisce una spiegazione scientifica "il Dna nucleare e mitocondriale non possono essere scissi, e se non combaciano vuol dire che qualcosa è sbagliato. La prova del nove è semplice: rifacciamo l'esame, ma qui sorge un altro problema. L'esame non è ripetibile e anche questo è scritto per la prima volta nero su bianco". Non solo "si continua a ripetere che l'analisi è stata ripetuta in quattro diversi laboratori, non è così. E' stata fatta nei laboratori del Ris di Parma e certificata, non ripetuta è cosa ben diversa, in altri tre laboratori. Vuol dire che uno ha fatto l'esame e gli altri tre si sono limitati a leggerlo non a ripeterlo. Di 'regina' non ha proprio nulla questa prova".

Non solo: "non dimentichiamo - aggiunge il criminologo investigativo Ezio Denti - che già una smentita sulla presenza di peli e capelli di Bossetti sulla vittima" e dalla relazione firmato dal consulente nominato dalla procura di Bergamo si esclude "senza dubbio alcuno" che ci sia traccia di Bossetti tra quei peli e capelli trovati accanto e sul corpo di Yara.

"Sostenere questa tesi o dire che ci sono alcune testimonianze a favore di Bossetti non vuol dire - sottolinea l'esperto di investigazioni in criminologia investigativa e indagini difensive - diffamare la famiglia Gambirasio o mancare di rispetto nei confronti della vittima perchè noi lavoriamo per trovare la verità. Anche Bossetti è una persona e non lo si può rovinare a vita visto che in questo momento è un indagato, non un colpevole certificato".

E Denti, che non ha peli sulla lingua, ribatte anche alle parole di chi, come Luciano Garofano, ex capo dei Ris di Parma, è intervenuto in tv più volte sul caso di Yara. "Consiglierei a Garofano di continuare a fare il suo lavoro, cioè fare le sue comparse nei salotti televisive e lasciare lavorare i professionisti alle inchieste. Non è professionale giudicare senza aver letto i documenti di un caso, altrimenti si finisce per essere nocivi verso la verità che è l'unica cosa che conta. Credo che non deve arrogarsi il diritto di contestare e criticare il lavoro altrui, senza conoscere i fatti", conclude.

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