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Il cuntista e attore Salvo Piparo presenta il suo 'Scordabolario'

07 gennaio 2021 | 08.23
LETTURA: 2 minuti

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Salvo Piparo
Palermo, 7 gen. (Adnkronos)

Continuano le presentazioni in streaming con l'attore e scrittore Salvo Piparo, autore per la Dario Flaccovio Editore de Lo Scordabolario: un dizionario insolito e creativo delle “palore” palermitane perdute e riattualizzate dal cuntista palermitano. Domani alle 18.30, in diretta dalla pagina Facebook della Dario Flaccovio Editore, Salvo Piparo presenta il suo volume, già in ristampa, insieme alla giornaliste Elvira Terranova di Adnkronos e Tiziana Martorana della Rai. È possibile seguire la diretta Facebook a questo link: https://www.facebook.com/events/1954117614729895

Nato tra uno spettacolo e l’altro, Lo Scordabolario di Salvo Piparo, attore e cuntista palermitano, mette insieme vocaboli di ogni sorta, per ripensarli, rinominarli e dargli allora un nuovo valore. Dalle ingiurie ai vocaboli che indicano la sessualità, la donna e ancora capitoli sulla toponomastica e i quartieri di Palermo, tutto trova un ordine nel breve dizionario emozionale delle parole della tradizione siciliana pensato da Piparo. Perché i palermitani una cosa la sanno: cu avi lingua passa u mari (letteralmente: "chi ha lingua attraversa il mare"), questo perché il palermitano non è padrone manco a casa sua, ma della sua lingua lo è, eccome. Ma tra le parole più usate, c’è la semplice “cosa”: “Sei cosa da prenderti a legnate”, “Sei una cosa inutile”, “C’è cosa?”, “Cosa fitusa!”. Oppure a chi chiede un favore: “Assessò, ma quella cosa?”, e alla risposta lapidaria: “Quella cosa sta camminando!”. Che poi da noi la mafia si chiama Cosa Nostra! Nel tempo, certe parole si sono impossessate di nuovi pubblici, altre invece sono state dimenticate, come calzini sporchi in fondo al bucato. In questo libro, Piparo diventa affabulatore e linguista, mischiando vocaboli antichi e moderni, il suo “Scordabolario” è il nuovo vocabolario delle "palore" palermitane scordate.

Salvo Piparo è custode delle più antiche memorie, rilette con comicità e crudo realismo. Da anni racconta la Sicilia e le sue mirabili storie di vita e leggende popolari. Ricercatore attento delle tradizioni, rievoca la storia attraverso la tecnica del cunto. Da sempre interprete dei testi di Salvo Licata, divide la scena con la figlia di lui, Costanza, oltre a essere egli stesso autore di numerose produzioni teatrali. Testimonial per UNICEF, da anni è impegnato in un progetto laboratoriale di teatro sociale dal titolo: La città raccontata, rivolto a tutti coloro che hanno una storia da raccontare.

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