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Il dramma delle yazide, centinaia di suicidi sotto l'Is

06 ottobre 2015 | 10.55
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- Afp

Sono ''centinaia'' le donne della minoranza degli yazidi che si sono tolte la vita dopo essere state ripetutamente violentate e abusate dai jihadisti dello Stato islamico (Is) in Iraq e in Siria. Lo denuncia l'ex deputata irachena Ameena Saeed Hasan, che ha fatto della salvezza delle donne yazide una vera e propria missione. Insieme al marito Khalil, ha salvato centinaia di ragazze della minoranza curda, presa particolarmente di mira dall'Is come 'adoratori del diavolo'. ''Vogliamo solo salvarle'', racconta alla Cnn, ma ''centinaia di ragazze si sono suicidate. Ho le foto di alcune di queste ragazze che si sono ammazzate, quando hanno perso la speranza di essere salvate e quando l'Is le ha vendute e stuprate più volte. Penso che siano un centinaio''.

Lodata dal Segretario di Stato Usa John Kerry per il suo ''coraggioso impegno per la minoranza religiosa degli yazidi nel nord dell'Iraq, per aiutare le vittime e salvare vite'', Hasan è però tormentata da chi non è riuscita a trarre in salvo. ''Non riesco a dormire, non posso dimenticare cos'è successo a loro - racconta - Ci chiedono, quando ci salverete? Ma io non ho la risposta. Non sono un governo. Non sono niente. Sono solo una persona. E' molto difficile''.

Quando l'Is ha catturato Mosul, Hasan pensava che gli yazidi sul Monte Sinjar fossero al sicuro. ''Ci siamo detti: 'perché dovrebbero andare a Sinjar?' - ricorda - Lì non c'è niente, cosa potrebbero prendere?''. E invece i jihadisti sono arrivati a Sinjar. Non per il petrolio o altre risorse, ma per il suo popolo. Sono migliaia le donne e bambini rapiti dell'Is, mentre gli uomini sono stati uccisi. Secondo l'Is il Corano giustifica il rapimento di donne e ragazze non musulmane e autorizza il loro stupro. Gli yazidi credono in un unico Dio che ha creato le terra e l'ha poi affidata a un angelo pavone. Secondo l'Is sono adoratori del diavolo e per questo perseguiti.

Le Nazioni Unite hanno accusato l'Is di genocidio nei confronti degli yazidi. ''Anche io sono una yazida e vengo da Sinjar - spiega Hasan - Conosco molte delle persone rapite. Alcuni sono miei parenti, miei vicini e mi hanno contattato''.

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