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Il Fintech dalla A alla Z: triplicati in Italia i finanziamenti nel primo trimestre 2021

15 luglio 2021 | 09.20
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Il report di ItaliaFintech, Politecnico di Milano, Unioncamere e Innext fotografa la crescita del settore, dai servizi di identità e firma digitale alla telemedicina e ai canali digitali delle banche.

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- Da Italiafintech.org

Da Aim Italia, Blockchain e Cryptoasset, Crowdinvesting e Data Science a Venture, Wealth Tech e Z Generation: il report Il Fintech dalla A alla Z, a cura di ItaliaFintech, Politecnico di Milano, Unioncamere e Innext presenta una panoramica aggiornata su un mercato che, come spiega Andrea Crovetto, Presidente ItaliaFintech, nasce “Come nicchia all’interno dei servizi finanziari". Ma "Il Fintech è oggi solido e in rapida crescita più o meno ovunque nel mondo. Un settore con grande dinamismo che, anche in occasione della pandemia, ha avuto e sta avendo una forte accelerazione in Italia; qui, nel primo trimestre del 2021, i finanziamenti Fintech erogati sono quasi triplicati rispetto allo stesso periodo del 2020. Si è ormai rotto il ghiaccio e le imprese hanno imparato ad apprezzare e comprendere i vantaggi garantiti dalle offerte digitali. Solo chi riuscirà ad adattarsi velocemente ai nuovi cambiamenti potrà trasformare le proprie opportunità in successi di business”.

Il report riporta come in un anno fortemente condizionato dalla pandemia come questo, in particolare durante i mesi del primo lockdown, i consumatori abbiano dovuto far fronte a “necessità finanziarie più o meno impreviste, dall’accesso al credito al bisogno di rivedere le proprie coperture assicurative a protezione di sé stessi o dei propri cari. In questo periodo in cui l’interazione tradizionale era compromessa, le peculiarità del Fintech e Insurtech sono state molto apprezzate dai consumatori, che hanno aumentato notevolmente l’utilizzo di alcuni servizi innovativi. Servizi di identità e firma digitale (rispettivamente +33% e +21% sul pre-lockdown), robo-advisor (+35%) e servizi di telemedicina inclusi nella polizza assicurativa (+41%) sono quelli che hanno ricevuto una spinta maggiore dalle contingenze, esperienza che rimarrà in modo significativo consolidata per una parte maggioritaria dei consumatori”. L’innovazione digitale, il Fintech e l’Insurtech sono una reale opportunità per rendere più efficiente e più forte il sistema finanziario, “Contestualmente all’incremento dell’utilizzo dei servizi, anche il maggiore utilizzo dei canali digitali è evidente. Dall’indagine dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano emerge come nel mese di aprile 2020, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ci sia stato un aumento medio di utenti unici online per le principali banche italiane del 17%, con picchi del 62%”.

L’Osservatorio Fintech & Insurtech ha studiato e mappato 2.541 startup nel 2020, capaci di raccogliere fondi per un totale di 55,2 miliardi di dollari, con 22 milioni di dollari in media e punte oltre il miliardo. “È soprattutto il mondo anglosassone la patria di nascita delle startup: se ne contano 980 negli Stati Uniti, in grado di raccogliere 21,4 miliardi di dollari (il 39% del totale) e 296 nel Regno Unito, con fondi raccolti pari a 5,3 miliardi di dollari (10% del totale). Sebbene la spinta di questi Paesi renda il continente americano e quello europeo i principali poli di innovazione, non va comunque tralasciata l’Asia: nel continente hanno sede il 22% delle startup, capaci però di raccogliere ben il 31% dei fondi, grazie soprattutto alla forza dell’ecosistema cinese”.

Uno dei temi più sensibili di questo periodo è senz'altro collegato alla sostenibilità, “vero leitmotiv nell’ultimo periodo. Temi che risultano estremamente rilevanti, venendo sempre più ricercati dai clienti finali e rappresentando ormai elemento essenziale di una user experience di valore. I consumatori italiani - per la prima volta dalle rilevazioni dell’Osservatorio Fintech & Insurtech - cominciano infatti a dar rilevanza alla sostenibilità, tanto nella scelta della banca o compagnia assicurativa di riferimento, quanto nella scelta degli specifici strumenti finanziari ed assicurativi. E proprio l’offerta innovativa delle startup prende sempre più spesso in considerazione questi elementi, anche ben oltre i soli investimenti ESG. A livello mondiale, il 27% delle startup si dichiara attenta ad almeno uno dei Sustainability Goals identificati dall’ONU (in particolare il 18% ad uno solo, il 9% ad almeno due), con un impatto anche sui fondi medi raccolti”.

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