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Il funambolo della parola raccontato in 'Agenda Marchesi'

22 novembre 2015 | 10.36
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Marcello Marchesi nell'immagine di copertina del numero monografico di 'Panta'

"Marchesi è stato un funambolo della parola, sapeva giocare magicamente con le parole e lo ha fatto in tutti gli ambiti possibili". A dirlo, all'Adnkronos, è Mariarosa Bastianelli, curatrice con Michele Sancisi di 'Agenda Marchesi', il numero monografico del quadrimestrale 'Panta' della Bompiani, da domani in libreria, dedicato appunto a una delle figure più eclettiche del '900 italiano, quel Marcello Marchesi (Milano, 14 aprile 1912 – Cabras, 19 luglio 1978) che ha assommato le professioni di scrittore, sceneggiatore, regista cinematografico e teatrale, paroliere, cantante, attore, giornalista, scrittore, autore di programmi televisivi e radiofonici, pubblicitario e talent scout.

"Di fronte agli attacchi terroristici a Parigi, alla paura che stanno producendo, avrebbe probabilmente detto una frase che che usava spesso nelle sue lettere private: 'L'importante è che la morte ci trovi vivi'", afferma Bastianelli per riassumere il personaggio e la persona.

"Lui più di tutto amava farsi definire poeta, era spinto da una fervente curiosità che lo ha portato a sperimentare la sua abilità in tutti i media, spesso allo stato nascente in Italia in quegli anni. Veniva da una famiglia borghese, aveva avuto una solida educazione, sapeva usare verbi e congiuntivi nel modo più adeguato, spingendosi con sicurezza sul terreno scivoloso del nonsense", sottolinea Bastianelli.

Marchesi ha realizzato centinaia, migliaia di sketch, articoli, vignette, battute, soggetti, con una produzione letteraria fra le più prolifiche della sua epoca. Come autore ha anche scoperto e lanciato grandi talenti come Macario, Sofia Loren, Totò, Alberto Sordi, Walter Chiari, Mike Bongiorno, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Cochi e Renato, Paolo Villaggio. Come primo copywriter italiano ha coniato slogan quali "Il brandy che crea un'atmosfera" o "Non è vero che tutto fa brodo".

"Il nonsense Marchesi lo aveva nel sangue fin da quando si fece notare partecipando a degli spettacoli studenteschi", ricorda Bastianelli. A notarlo, negli anni '30 fu Andrea Rizzoli che lo chiamò a collaborare con il giornale umoristico 'Il Bertoldo', poi sarebbero venuti il 'Marc’Aurelio' e 'Omnibus', i programmi radiofonici per l’Eiar e successivamente per la Rai. Fu scrittore e regista di una cinquantina di testi per il teatro di rivista, sceneggiatore con Vittorio Metz di molti dei film di Totò e regista di sette film tra cui 'Era lui..sì! sì!' con Walter Chiari. Per la televisione scrisse e realizzò spettacoli passati alla storia, come 'Canzonissima'.

Marchesi è considerato il primo copywriter italiano poiché creò, con la nascita della televisione, più di 4.000 caroselli e notissimi slogan pubblicitari Dopo un primo esordio letterario nel 1932 con la raccolta di poesie 'Aria de Roma', negli anni Sessanta pubblicò la trilogia 'Essere o benessere' (1962), 'Diario futile di un signore di mezza età' (1963) e 'Il sadico del villaggio' (1964). Tra i suoi libri anche 'Il presente si muove', 'Sancta pubblicitas', 'Il definizionario', 'I cento neoproverbi', 'Il meglio del peggio', i romanzi 'Il Malloppo' e 'Sette Zie'.

Per 'Agenda Marchesi', i curatori hanno inseguito una prestigiosa pattuglia di contributor comprendente studiosi, docenti, saggisti ma anche amici, collaboratori, amori, colleghi, figli di colleghi, personaggi popolari del mondo dello spettacolo e semplici estimatori del grande Marchesi, i cui testi arricchiscono la pubblicazione, come Renzo Arbore, Pippo Baudo, Enrico Bertolino, Maurizio Costanzo, Umberto Eco, Cochi Ponzoni, Ettore Scola, Terzoli e Vaime, Paolo Villaggio.

Testimonianze raccolte nel corso degli ultimi venti anni e sistematizzate, insieme al resto del materiale della pubblicazione, negli ultimi tre anni. "Su Marchesi ha fatto la mia tesi di laurea per Storia del Teatro, alla sapienza di Roma, 25 anni fa -spiega Bastianelli che è tra i fondatori, nel 2011, dell'Associazione Culturale Marcello Marchesi- e capii che se di suo c'era tanto su di lui c'era pochissimo, anzi nulla, difficile persino trovare una sua biografia. Da allora è iniziata una ricerca che approda ora ad 'Agenda Marchesi' che non è un testo critico ma un tentativo di raccontarlo, di ragionare su di lui con l'intento di stimolare gli studi sulla sua opera".

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