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Il futuro del lavoro è sempre più smart?

22 febbraio 2019 | 15.18
LETTURA: 3 minuti

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in collaborazione con TechWarn Media

Sembra che il mondo stia diventando sempre più smart: a partire dai telefoni, fino alle case e naturalmente anche il lavoro. Ma che cos’è davvero lo smart working?

In aumento in tutto il mondo, lo smart working conquista anche l’Italia, con un po’ di ritardo. In realtà, le grandi aziende sono in movimento già da qualche anno, e sempre più sono i dipendenti che decidono di diventare lavoratori agili, come viene chiamato nella nostra lingua. Che cos’è davvero e perché tutti, da persone comuni alla pubblica amministrazione, sono affascinati da questa modalità di lavoro?

Per lavoro agile s’intende il lavoro da remoto, ovvero la possibilità data ai dipendenti di svolgere il loro compito ovunque si voglia (solitamente da casa o da spazi di co-working), in orari flessibili e che possano conciliare più facilmente la vita privata e professionale del lavoratore. Come si intuisce facilmente da questa prima caratteristica, lo smart working permette al dipendente di gestirsi in autonomia, aumentando così la fiducia riposta e allo stesso tempo diminuendo lo stress dato da viaggio, traffico e pressioni lavorative. Il risultato? Una produttività e una felicità maggiore, grazie anche alla valutazione per obiettivi e merito.

Questi sono sicuramente i benefici più visibili, in realtà lo smart working nasconde altri ottimi risultati. Ad esempio, le emissioni di CO2 vengono tagliate, grazie al fatto che non è più necessario raggiungere il posto di lavoro e dunque il traffico autostradale diminuisce. Un altro beneficio è l’abbattimento dei costi, sia per il dipendente (benzina, pranzi, baby sitter nel caso di figli…) sia per il datore di lavoro (riduzione degli spazi e dei consumi).

Che lavori possono diventare smart? In realtà moltissimi lavori possono essere svolti da remoto, dal grafico al marketing, passando per consulenti finanziari e progettisti. Ciò di cui necessita un lavoratore agile è un buon laptop, uno smartphone e una connessione internet sicura e stabile. A cui poi vanno aggiunti programmi specifici e attrezzature varie.

Ovviamente alcuni lavori manuali non hanno ancora la potenzialità per poter essere svolti da remoto (si aspetta l’industria 4.0), ma di certo la maggior parte dei lavori d’ufficio sono molto più che adeguati per il lavoro agile.

Ci sono settori in Italia in cui lo smart working non ha ancora attecchito, e molto c’è da fare sul piano culturale, ma dopo l’introduzione delle leggi sul lavoro flessibile e gli ottimi risultati ottenuti dalle aziende che hanno provato questa modalità, sono sempre di più i lavoratori (e le aziende) interessate in questo modello, soprattutto tra i giovani, i cosiddetti millennials. I quali sono disposti a rinunciare anche ad alti guadagni per mantenere la propria libertà e autonomia. In più, la generazione Y è nata e cresciuta con il web, e si trova completamente a proprio agio con l’idea di lavorare solo con computer e smartphone. Sicuramente con l’arrivo di tecnologie sempre più avanzate il mondo del lavoro dovrà adattarsi e cambiare per poter affrontare le sfide del nuovo millennio.

Insomma il futuro del lavoro è quasi certo: sarà sempre più smart.

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