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Il generale Tricarico: "Droni decisivi nella guerra contro l'Is"

14 settembre 2014 | 17.24
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Il presidente della Fondazione Icsa 'Intelligence Culture and Strategic Analysis', in un'intervista all'Adnkronos afferma che solo gli "Stati Uniti e l'Italia possono vantare una professionalità efficace". E aggiunge che "l'intelligence deve 'generare' obiettivi perseguibili" e che è fondamentale la "collaborazione con i servizi dei Paesi arabi"

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(INFOPHOTO)

''Nella lotta contro l'Is si rivela strategico il ruolo dell'intelligence, che deve essere in grado di generare obiettivi perseguibili. Sarà determinante la collaborazione con i servizi di intelligence dei Paesi arabi, che l'America riuscirà a portare nella coalizione anti Is''. E' l'analisi che traccia all'Adnkronos il generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa (Intelligence Culture and Strategic Analysis).

''Altro fattore chiave per sconfiggere il califfato - spiega l'ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare - è la capacità di impiegare droni. E qui - fa notare - due soli Paesi al mondo possono vantare una professionalità da mettere in campo in maniera efficace: Stati Uniti e Italia, non potendo neanche evocare un ruolo attivo di Israele''.

Per l'ex comandante della 5^ Forza Aerea Tattica Alleata della Nato, ''già ora si può dire che forze speciali, elicotteri armati, cannoniere volanti e utilizzo sul terreno di collaboratori che aiutino a individuare gli obiettivi siano fattori chiave per centrare il bersaglio. E potranno avere un ruolo irrinunciabile in una macchina che possa avere speranze di sconfiggere l'Is''.

''La dottrina di impiego dello strumento militare, e in particolar modo del 'potere aereo' - fa notare Tricarico - si è rivelata inadeguato a fronteggiare scenari come la minaccia dell'Is. Inevitabilmente, dopo le prime operazioni, lo strumento girava a vuoto''.

''Già da tempo - osserva il presidente della Fondazione Icsa - la comunità internazionale che si occupa di problemi di sicurezza e difesa avrebbe dovuto riscrivere le norme per un impiego più efficace dello strumento militare e risolvere scenari complessi come quello siro-iracheno''.

''Le operazioni condotte da Paesi singoli, come Francia e Usa - prosegue l'ex vice comandante della Forza Multinazionale nel conflitto dei Balcani - sono state concepite sul momento e per obiettivi limitati: è ora che ci si metta intorno a un tavolo - taglia corto Tricarico - e si cerchi di capire come si possa disegnare una macchina e una nuova dottrina di impiego dello strumento militare''.

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